Rogo Remat, scatta la sospensione dell’autorizzazione. Migliorelli chiede l’accesso per la messa in sicurezza

Saf, irrisolto il problema dei 13,5 milioni non giunti dalla Regione Lzio. Nel cda verso un passaggio di testimone Buschini-Fantini

La Regione Lazio ha sospeso l’autorizzazione all’esercizio della Remat di San Giorgio a Liri, l’azienda specializzata nel trattamento e nel riciclo della plastica proveniente dalla raccolta differenziata, andata completamente distrutta nell’incendio dello scorso 12 luglio. Il rogo aveva sprigionato un’alta nube tossica che ha investito una vasta area del Cassinate, rilasciando diossine e altri inquinanti monitorati da Arpa Lazio nei comuni di San Giorgio a Liri, Pignataro Interamna, Aquino e Piedimonte San Germano. La sospensione è scaturita dalla formale comunicazione inviata all’ente regionale dall’amministratore della Remat, Lucio Migliorelli, nella sua veste di custode del sito.

In sostanza, la notifica ufficiale dell’evento, doloso o colposo, ha fatto scattare il provvedimento di sospensione, che potrebbe trasformarsi in una revoca definitiva soltanto una volta conclusi gli accertamenti giudiziari. Al momento, come noto, le indagini della Procura della Repubblica di Cassino sono ancora in pieno svolgimento. Nel frattempo, la Remat ha chiesto al Tribunale di poter accedere all’area, attualmente sotto sequestro, per adempiere alle prescrizioni cui Migliorelli è tenuto in qualità di custode: in particolare, la rimozione e lo smaltimento controllato delle acque di spegnimento, ritenute ovviamente contaminate, e la posa di teli di copertura sul materiale combusto, così da evitare la dispersione in atmosfera di particolato.

L’intenzione della Saf di interrompere l’attività di riciclo della plastica nel sito

Il destino dello stabilimento di San Giorgio a Liri appare comunque segnato. Innanzitutto sul piano economico: la Remat ha chiuso il terzo esercizio finanziario consecutivo in perdita, gravando direttamente sui conti della Saf e dei soci pubblici. Un quadro di costante deficit che, a prescindere dal rogo, avrebbe dovuto spingere gli amministratori a prendere atto della situazione finanziaria già da tempo.

In secondo luogo, proprio durante una manifestazione di partito svoltasi a Pignataro Interamna, il presidente della Saf, Fabio De Angelis, ha lasciato intendere l’intenzione del Consiglio di amministrazione di porre fine alle attività finora svolte nel sito di San Giorgio, indipendentemente dalle scelte dei due soci privati di minoranza. Le fiamme, del resto, hanno distrutto integralmente l’impianto, suscitando forte allarme tra i cittadini. I vertici della Saf hanno interloquito con i residenti, rassicurandoli sul futuro dell’area e precisando che le uniche operazioni previste, al momento, riguardano la bonifica e la messa in sicurezza. Solo in un secondo momento, con il rinnovo del CdA, si deciderà il futuro della Remat, ma allo stato attuale appare esclusa qualsiasi continuità con l’attività di riciclo della plastica.

I 13,5 milioni non arrivati dalla Regione. Nel cda Fantini al posto di Buschini

Sul fronte finanziario, la Saf ha la necessità improrogabile di chiudere il bilancio 2025 per sottoporlo all’approvazione dell’assemblea dei soci. Sulla chiusura dei conti pesa però il mancato versamento, da parte della Regione Lazio, dei 13,5 milioni di euro annunciati dalla Giunta Rocca a titolo di compensazione per i maggiori oneri di conferimento sostenuti dai Comuni dal 2007, misura pensata per evitare il dissesto degli enti locali. Quei fondi, tuttavia, non sono mai arrivati: la Saf resta in sofferenza finanziaria e le amministrazioni comunali non possono ancora considerarsi al sicuro rispetto ai debiti maturati nei confronti del TMB di Colfelice.

Dulcis in fundo, si rincorrono le voci sui nuovi assetti del CdA della Saf, a conferma di una governance politica d’impronta trasversale. Al posto del dimissionario Mauro Buschini (area De Angelis), destinato a un ruolo di responsabilità nella segreteria del vicepresidente della Città Metropolitana di Roma Capitale, Sanna, subentrerà un altro ex segretario provinciale del Partito Democratico, Luca Fantini (area Battisti). La mossa rientrerebbe nel recente varo della nuova segreteria provinciale e nell’avvio della riorganizzazione del partito, sulla base del rinnovato accordo tra le due principali componenti interne: De Angelis-Grossi da un lato e Battisti-Pompeo dall’altro.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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