Serie D – A Sora saltano schemi e allenatori…In panchina ‘arriva’ Oronzo Canà: la provocazione dei tifosi

Sei allenatori: Scorsini esonerato, ora tocca a Lancia. Intanto in città compaiono i manifesti dell’allenatore della Longobarda

Serie D – “C’è 4-5-1 o 4-4-2, io invece uso una cosa diversa: il 5-5-5.” La bi-zona, il modulo a farfalla. Intere generazioni ci hanno scherzato sopra, a Sora diventa l’arma della protesta. Goliardica, ma non meno pungente. Difatti, sui muri della città volsca spuntano i manifesti con la faccia di Oronzo Canà. Sì, proprio lui. L’allenatore della mitica Longobarda interpretato da Lino Banfi nel film cult del 1984, diretto da Sergio Martini, ‘L’allenatore nel pallone’.

Una provocazione. E forse anche qualcosa in più. Perché la situazione in casa Sora Calcio 1907, nel campionato di Serie D, somiglia sempre più a una sceneggiatura grottesca. “Nel calcio ci vogliono gli schemi!”, urlava Canà. Qui, invece, saltano prima gli allenatori degli schemi.

Dal post-salvezza alla giostra delle panchine

La stagione era iniziata con la conferma di Massimiliano Schettino dopo la salvezza dello scorso anno. Fiducia rinnovata, progetto che sembrava avere una continuità. Poi la sconfitta di Ostia e il primo ribaltone: dentro Giacomarro, fuori Schettino.

Ma il tempo di ambientarsi e anche Giacomarro saluta. Nel frattempo si susseguono soluzioni interne, traghettatori, ritorni, nuove scommesse. Una girandola degna del miglior “pallottoliere”: uno, due, tre, quattro, cinque cambi. Siamo arrivati al round numero sei.

L’ultimo capitolo? L’esonero di Marco Scorsini. Ed è qui che la commedia rischia di trasformarsi in farsa.

L’esonero che non ti aspetti

Scorsini viene sollevato dall’incarico come un fulmine a ciel sereno. Eppure i numeri raccontano altro: cinque partite senza sconfitte, squadra fuori dalla zona calda, pareggi preziosi contro le big di giornata, organico falcidiato da infortuni e influenza ma comunque competitivo.

Non era calcio champagne, forse. Ma era sostanza. Risultati. Ossigeno.

La decisione della dirigenza, guidata dalla famiglia Tinto, lascia perplessi. Si attendeva una conferenza stampa chiarificatrice, poi saltata. Le domande restano sospese: rapporti incrinati? Scelta tecnica? Nervosismo post-mancata vittoria? Spogliatoio in ebollizione? Tutto è possibile nel calcio, certo. Ma un minimo di chiarezza, soprattutto in una piazza passionale e blasonata come Sora, non sarebbe un lusso.

Ora tocca a Lancia, “traghettatore” fino alla fine

La panchina è stata affidata a Filippo Lancia, uomo interno alla società, definito di fatto il traghettatore chiamato a portare la barca in porto fino a fine stagione. Una scelta che sa di emergenza più che di programmazione.

Nel frattempo la squadra si prepara alla delicata trasferta de L’Aquila, mentre sui social si moltiplicano attestati di stima per Scorsini e richieste di spiegazioni. Nessuna crociata contro la società, sia chiaro. Ma la voglia di capire sì.

Perché il Sora non è un giocattolo. Non è una panchina da cambiare come un modulo provato al campetto. È una storia, una maglia, una tifoseria che chiede rispetto e programmazione.

E così, mentre in città qualcuno ironizza evocando la “bi-zona” di Oronzo Canà, la realtà dice che servirà ben altro per centrare l’ennesima salvezza. Serviranno idee chiare, stabilità e nervi saldi. Non colpi di scena.

Il comunicato della Curva Nord Roberto Longo

Intanto il risentimento della Curva Nord verso la dirigenza del Sora e la gestione della società sono chiari. Proprio nella giornata di ieri, il tifo organizzato ha divulgato questa nota, da cui si percepisce il malumore imperante.

“Il Sora Calcio non è il tuo giocattolo! La misura è ormai colma: dopo quest’anno e mezzo di gestione della famiglia Tinto, diciamo basta a questa continua barzelletta che ci ha portato allo sfinimento mentale. Dopo l’ennesimo esonero, quello di mister Scorsini, con quattro allenatori cambiati, una trentina di giocatori, dirigenti e perfino figure storiche allontanate, esterniamo il nostro pensiero: Tinto ora basta.

La gestione di una società calcistica, anche in Serie D, è una cosa seria. Non si può decidere formazione e sostituzioni dalla tribuna. Non si può andare oltre le proprie competenze senza comprenderne la portata.

Chiediamo chiarezza, progettualità e rispetto per la maglia, per la città e per chi sostiene questi colori senza tornaconto. La maglia bianconera sarà sempre difesa, in casa e in trasferta, a prescindere da tutto. Questa è la voce della Nord ed è più di una sentenza: non sopporteremo oltre”.

Insomma per la proprietà e dunque la famiglia Tinto, il momento non è roseo…c’è uno strappo da ricucire, sperando che non sia troppo tardi!

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Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli, giornalista pubblicista, specializzata in sport ma con una passione anche per musica, cinema, teatro ed arti. Ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Ciociaria Oggi, sia per l'edizione cartacea che per il web nonché con il magazine di arti sceniche www.scenecontemporanee.it. Ha lavorato anche come speaker prima per Nuova Rete e poi per Radio Day e come presentatrice di eventi. Ha altresì curato gli uffici stampa della Argos Volley in serie A1 e A2 e del Sora Calcio.

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