Sin Valle del Sacco, Ottaviani: “Regione e Ministero danneggiano imprese e ambiente”

L'ex primo cittadino di Frosinone muove dure critiche nei confronti del presidente della Regione Lazio e del Mite

Se vi è qualcosa che danneggia le imprese, non solo della provincia di Frosinone, ma dell’intera Nazione è la dimensione dell’incertezza e dell’improvvisazione nei provvedimenti degli enti pubblici, titolari dei poteri dello Stato, centrali o periferici e locali, poiché, quando va in banca a prendere un mutuo o pianifica un investimento o un piano assunzionale, l’imprenditore tutto può fare, meno che utilizzare gli avverbi ‘forse’ o ‘probabilmente’. Nicola Ottaviani, già primo cittadino di Frosinone, interviene sulla questione Sin Valle del Sacco. Dure le critiche che muove al Mite e alla Regione Lazio.

“Ma vale lo stesso principio, anche e soprattutto quando si discute seriamente di vero recupero ambientale della Valle del Sacco, giocando sulle perimetrazioni come se fossero elastici da allargare o restringere secondo l’inizio e la fine dei periodi elettorali, dimenticando che la tutela dell’ambiente corrisponde, mai come oggi, con la tutela effettiva del diritto alla salute, senza sparare nel mucchio, adottando finte soluzioni per risolvere problemi reali ed enormi. Zingaretti ed il Ministero della Transizione Ecologica, anche in questi giorni, hanno dimostrato di non sapere nulla del nostro territorio e di agire, da una parte e dall’altra, con improvvisazione quotidiana, parlando solo alle rispettive utenze elettorali”.

“Eppure il rimedio esiste, ma può conoscerlo solo chi amministra i territori direttamente e senza i filtri del binocolo. La soluzione è quella della verifica puntuale, proprio come avviene quando, al di là delle previsioni dei piani regolatori datati mezzo secolo, un’amministrazione comunale è tenuta a verificare in concreto come, e se, possa inserirsi in un determinato contesto territoriale un nuovo insediamento urbano, recuperando e rigenerando ciò che, spesso, rischia di rimanere un cimitero edilizio, con la conseguente desertificazione e abbandono ambientale”.

“Quindi, dopo la verifica tecnica puntuale della singola e delimitata area, con la necessaria caratterizzazione idrogeologica, l’autorità pubblica deve assumersi la piena responsabilità del sì o del no, senza se e senza ma, evitando sotterfugi o sofismi che danneggiano, alla lunga, le imprese, i lavoratori e lo stesso recupero ambientale. Strumenti regolatori a vasto raggio, specialmente quelli di carattere indifferenziato, oltre a essere desueti e di vecchia concezione, hanno lo stesso risultato della pesca con le reti a strascico, quelle che distruggono flora e fauna marina, non cogliendo neppure l’obiettivo per cui vennero calate in mare. Questo sarà il metodo concreto ed efficace con cui il centrodestra affronterà a breve la tematica del Sin, guidando il Governo e la Regione, conciliando le esigenze economiche del Paese con il recupero ambientale, quello vero, del territorio”.

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