Sora – Borsello smarrito, Emilia e Sofia lo consegnano alla polizia locale: il gesto di due giovanissime

Esempi virtuosi generano modelli virtuosi. Dopo la storia di Tommaso e Lorenzo arriva quella analoga di altre due adolescenti

Esempi virtuosi generano modelli virtuosi. Appena ieri avevamo raccontato la bella storia dei due dodicenni, Tommaso Cappuccitti e Lorenzo Giannuzzi, che, trovando un portafogli all’interno della villa comunale di Sora, lo hanno prontamente consegnato ai Carabinieri. – LEGGI QUI – Una vicenda che ha suscitato commozione e orgoglio, tanto da spingere molti cittadini a riflettere sull’importanza dei piccoli gesti e sulla forza dell’onestà. Centinaia i commenti positivi raccolti in poche ore.

Ma la storia di Tommaso e Lorenzo non è un unicum. Pochi giorni prima, nello stesso luogo, altre due giovani sorane si sono rese protagoniste di un gesto molto simile. Emilia Meglio e Sofia Incitti, anche loro dodicenni, hanno rinvenuto un borsello contenente un mazzo di chiavi, un orologio da polso e del denaro. Non hanno avuto dubbi: si sono subito rivolte agli agenti della Polizia Locale che sono riusciti a individuare in poco tempo il legittimo proprietario.

Un comportamento che parla chiaro, che non ha bisogno di clamore né di premi.
Solo del riconoscimento che certe scelte, per quanto piccole, facciano la differenza. In un tempo in cui spesso si è portati a raccontare ciò che non va, è doveroso dare spazio a chi, con semplicità, sceglie la strada giusta. Perché è così che si costruisce una comunità più consapevole e solidale.

A parlare, però, non sono solo i gesti di Emilia, Sofia e dei due coetanei di pochi giorni dopo. A parlare è l’educazione che si portano dentro. Quella che ricevono ogni giorno tra le mura domestiche, sui banchi di scuola, nel confronto con gli adulti di riferimento. È lì che si formano il senso civico, il rispetto per l’altro, il valore delle cose altrui.

Non è un caso, dunque, che questi gesti si moltiplichino. Ed è un bene che vengano alla luce, come esempi positivi. Perché se c’è un seme ben piantato, prima o poi, il frutto arriva. E allora queste storie, che iniziano quasi in sordina, diventano insegnamenti per tutti. Per gli adulti distratti, per chi ha perso fiducia nelle nuove generazioni, per chi pensa che non esista più il senso del bene comune.

Emilia e Sofia non hanno fatto nulla di straordinario, forse. Ma in realtà hanno fatto qualcosa di grande. Perché a dodici o tredici anni scegliere l’onestà è già una lezione di maturità. E oggi, più che mai, vale la pena raccontarla.

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