Sora – Due scuole chiuse diventano centri per l’autonomia delle persone con disabilità: il progetto

Entrambe le strutture saranno destinate a percorsi di autonomia abitativa per persone con disabilità: il commento di Di Stefano

Sora – Due edifici scolastici chiusi da anni torneranno presto a essere luoghi vivi, accoglienti e funzionali grazie a un progetto che unisce rigenerazione urbana, inclusione sociale e sostegno alla disabilità. Il Consiglio Comunale di Sora ha infatti approvato due importanti varianti urbanistiche che permetteranno di trasformare le ex scuole di Pantano e Vado Pescina in strutture residenziali dedicate ai “Progetti Individuali di Autonomia”, finanziate nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 5 “Inclusione e coesione”.

Il progetto, sviluppato in sinergia con AIPES – Consorzio per i Servizi alla Persona – prevede la ristrutturazione e l’ampliamento dell’ex scuola di Pantano per la realizzazione di 12 posti letto, e dell’ex scuola di Vado Pescina per la creazione di altri 6 posti letto. Entrambe le strutture saranno destinate a percorsi di autonomia abitativa per persone con disabilità, con l’obiettivo di promuovere indipendenza, dignità e piena inclusione sociale.

Di Stefano: “I bisogni delle persone al centro”

«Con queste due delibere non recuperiamo soltanto edifici, ma restituiamo valore, senso e futuro a spazi rimasti vuoti – ha dichiarato il sindaco di Sora, Luca Di Stefano –. A Pantano e a Vado Pescina nasceranno centri residenziali che accompagneranno percorsi di vita vera. Non si tratta solo di assistenza, ma di un modo nuovo di fare welfare, che parte dai bisogni concreti del territorio e mette al centro la persona».

I fondi del PNRR destinati all’Ambito Sociale permetteranno la realizzazione degli interventi attraverso una convenzione tra il Comune di Sora e il Consorzio AIPES, che ha ottenuto anche l’autorizzazione per eseguire tutte le opere edilizie necessarie. La destinazione d’uso degli immobili è stata modificata da scolastica a residenziale, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, come previsto dall’articolo 14 del DPR 380/2001.

«Recuperiamo due immobili in disuso e li mettiamo a disposizione della comunità – ha aggiunto Di Stefano –. È un investimento che guarda al futuro e che risponde con i fatti a un bisogno profondo: quello di creare luoghi di vita per chi ha più bisogno. Ringrazio AIPES e gli uffici comunali per la professionalità con cui è stato seguito l’iter tecnico-amministrativo».

Con queste approvazioni, l’amministrazione comunale compie un passo significativo verso un welfare territoriale moderno, sostenibile e realmente inclusivo, dove la rigenerazione urbana diventa anche strumento di crescita sociale.

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