Sora – “Il centro trasfusionale aperto solo tre giorni a settimana”, piovono critiche dalla Cisl Fp

Duro attacco del Segretario Generale della Cisl Fp Frosinone Antonio Cuozzo e del Responsabile della Sanità Pubblica Vincenzo Gaetani

Il centro trasfusionale dell’ospedale Santissima Trinità di Sora sarà aperto solo tre giorni a settimana. Questa la decisione nei giorni scorsi dall’Azienda sanitaria locale senza alcuna informativa Sindacale, fortemente contestata dalla Cisl Funzione Pubblica di Frosinone. Sulla questione era intervenuta con una nota anche la presidente della Commissione Sanità del Lazio, Alessia Savo che aveva assicurato: “Nessun taglio” e precisato “Quanto alla carenza di personale nel reparto di Medicina Trasfusionale, ho personalmente verificato che le assenze registrate sono non solo episodiche ma legate a contingenti e imprevisti motivi personali degli interessati”. – LEGGI QUI.

Tuonano Cuozzo e Gaetani

Ma la Cisl Fp non ci sta e ribatte: «La decisione assunta dalla direzione aziendale in merito alla riorganizzazione del centro trasfusionale di Sora rischia di avere pesanti ripercussioni sull’intero sistema sanitario territoriale, compromettendo non solo la qualità dei servizi offerti alla collettività, ma anche la sicurezza e lo stato di salute dei pazienti più fragili – hanno affermato il Segretario Generale della Cisl Fp Frosinone Antonio Cuozzo e il Responsabile della Sanità Pubblica Vincenzo Gaetani – Ridurre l’apertura della sala donazioni di Sora a soli tre giorni a settimana significa privare i donatori di sangue di un punto di riferimento fondamentale. Il rischio concreto è quello di registrare un drastico calo nelle donazioni, con la conseguente perdita di un numero importante di sacche di sangue, risorsa già oggi carente e di vitale importanza per il regolare svolgimento di interventi chirurgici e per il trattamento di pazienti che necessitano di terapie trasfusionali. È impensabile credere che i donatori, trovando chiusa la sala per tre giorni su sei, si sposteranno automaticamente verso altre strutture come quelle di Cassino o Frosinone.

Al contrario, ciò comporterebbe una riduzione nella raccolta complessiva, incidendo negativamente sulla capacità del sistema sanitario di garantire prestazioni salvavita, con ripercussioni che potrebbero rivelarsi drammatiche, soprattutto nei reparti di ortopedia, chirurgia e ostetricia. – Proseguono Cuozzo e Gaetani – Non meno preoccupante è la situazione sul fronte ambulatoriale: il centro trasfusionale di Sora tratta attualmente circa 14-15 pazienti al giorno, per un totale di quasi 2.000 pazienti l’anno. Questi pazienti, spesso fragili e affetti da patologie croniche, richiedono un’assistenza continuativa e specializzata. La riduzione dei giorni di apertura obbligherebbe il personale ad assistere circa 25 pazienti al giorno. Una situazione insostenibile. È inoltre fondamentale sottolineare che il centro trasfusionale di Sora dispone di sole tre poltrone per le prestazioni, un numero del tutto insufficiente per garantire l’assistenza a tutti i pazienti in soli tre giorni di attività settimanale. Riteniamo – concludono Cuozzo e Gaetani – che qualsiasi riorganizzazione dei servizi sanitari, in particolare di quelli trasfusionali, venga attuata in modo equo e bilanciato su tutto il territorio. È inaccettabile che un singolo centro, come quello di Sora, si faccia carico di un sacrificio così pesante, a scapito del diritto dei pazienti di ricevere un’assistenza costante, qualificata e omogenea. Pertanto, chiediamo all’azienda di rivedere la propria decisione e di avviare un confronto costruttivo al fine di individuare soluzioni che non compromettano la qualità e la continuità dei servizi essenziali alla collettività».

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