Sora – Noto imprenditore edile a processo, assolto con formula piena: richiesta di risarcimento al Comune

A processo per presunti abusi edilizi, il Tribunale lo scagiona “per non aver commesso il fatto”. Il legale avvia la diffida per i danni

Un noto imprenditore edile di Sora, L.P.D., finito sotto processo per presunti abusi edilizi dopo l’acquisto di un terreno in località Case Magnone, è stato assolto con formula piena dal Tribunale di Cassino. Ora, attraverso il suo difensore, l’avvocato Francesco Venafro, ha notificato al Comune di Sora e al Corpo di Polizia Locale un atto di diffida e messa in mora per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali subiti dalla sua società.

Dall’esposto al sopralluogo

La vicenda prende avvio nell’ottobre 2023, quando – a seguito di un esposto di un vicino – la Polizia Locale effettua un sopralluogo sui terreni acquistati dallo stesso imprenditore con atto notarile del 25 maggio 2023.

Il 23 ottobre 2023 – come ricostruito dal legale Venafro – era stata presentata regolare CILA per opere di recinzione e sistemazione dell’area. Tuttavia, il 26 ottobre 2023 gli agenti accertano presunte irregolarità e trasmettono notizia di reato alla Procura della Repubblica di Cassino.

Le contestazioni riguardavano, tra l’altro, la realizzazione di un piazzale con materiale inerte, un muretto in cemento armato ritenuto oltre il limite di proprietà, un accesso carrabile mediante ribassamento della copertura di un fosso e l’annessione di circa 160 metri quadrati di area demaniale.

L’8 aprile 2024 il sostituto procuratore Andrea Corvino emetteva avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis c.p.p., con procedimento iscritto il 13 gennaio 2024. Nel frattempo, con ordinanza comunale, i lavori erano stati sospesi.

I chiarimenti dell’Ufficio Tecnico

L’11 settembre 2024, tramite il proprio legale, la società chiedeva formalmente chiarimenti al Comune. La risposta dell’Ufficio Tecnico evidenziava: i mappali ricadono in zona “E2 Espansione”, quindi edificabile; l’imbrecciatura del terreno rientra nell’edilizia libera; il cordolo previsto non risultava realizzato; il muretto indicato nel rapporto insisteva su altro mappale non di proprietà; nessuna annessione di area demaniale era stata accertata nel sopralluogo del 29 maggio 2024.

Elementi che la difesa ha portato all’attenzione della Procura e poi del giudice nel corso del dibattimento.

L’assoluzione

Il processo si è celebrato davanti al giudice del Tribunale di Cassino, Gaetano La Milza.

Il 23 marzo 2026 è arrivato il dispositivo: assoluzione ai sensi dell’art. 530 comma 1 c.p.p. “per non aver commesso il fatto”, la formula più ampia prevista dall’ordinamento. Il deposito delle motivazioni è stato fissato nel termine di 60 giorni.

Una decisione che, secondo la difesa, certifica l’infondatezza delle accuse mosse.

La diffida per i danni

A seguito della sentenza, l’avvocato Venafro ha notificato un atto di diffida e messa in mora al Comune di Sora e al Corpo di Polizia Locale, chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali subiti dalla società.

Nel documento si evidenzia come la sospensione dei lavori – operativa dal novembre 2023 fino alla sentenza del marzo 2026 – abbia bloccato per circa due anni e quattro mesi un’iniziativa immobiliare su area edificabile acquistata proprio per lo sviluppo residenziale.

Tra le voci di danno indicate: il mancato sviluppo dell’operazione imprenditoriale, il lucro cessante legato alla mancata commercializzazione delle unità abitative, le spese legali sostenute nel procedimento penale, i costi tecnici e gli oneri finanziari derivanti dall’immobilizzazione del capitale investito.

Secondo la tesi difensiva, la trasmissione della notizia di reato sarebbe stata caratterizzata da errori macroscopici nella qualificazione urbanistica dell’area e nell’attribuzione delle opere contestate, elementi che – sempre secondo la diffida – avrebbero potuto essere verificati mediante la consultazione degli atti comunali.

Ora si apre la fase stragiudiziale: qualora non si giungesse a una definizione bonaria, la società è pronta ad adire l’autorità civile per la quantificazione e il riconoscimento del danno. Il legale Venafro preannuncia, inoltre, che verrà depositata denuncia/querela, presso la stessa procura di Cassino, nei confronti di coloro che hanno redatto l’informativa di reato.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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