Il circo torna in provincia, in questi giorni nella città di Sora, ma con esso si riaccendono puntuali le polemiche che da anni accompagnano lo spettacolo viaggiante. Da una parte ci sono i sostenitori e gli appassionati dell’arte circense; dall’altra, le istanze degli attivisti e delle associazioni animaliste che ne contestano l’impiego di animali.
Il circo vanta una tradizione millenaria, nata dalle storiche esibizioni equestri e di strada ed evolutasi nel tempo in una complessa forma di intrattenimento popolare. Un linguaggio espressivo che unisce acrobazia, clownerie, musica e teatro, capace di incantare generazioni e di rappresentare, storicamente, anche uno spazio di grande emancipazione e libertà artistica.
Al centro del dibattito resta tuttavia l’utilizzo delle specie animali, tema di un lungo confronto etico, politico e normativo. Le associazioni animaliste denunciano da tempo condizioni di detenzione ritenute incompatibili con il benessere etologico degli animali, sottolineando le criticità legate agli spazi ristretti, ai lunghi trasferimenti al seguito delle carovane e alla privazione dei comportamenti naturali, che possono generare forte stress. Sotto accusa finiscono anche i finanziamenti pubblici destinati alle strutture che continuano a includere numeri con animali nei propri palinsesti.
I rappresentanti del settore respingono con fermezza le accuse di maltrattamento generalizzato. I circensi ricordano come la maggior parte degli esemplari sia nata in cattività e venga accudita con cura costante e controlli veterinari periodici, definendoli parte integrante delle proprie famiglie. Il timore del settore è che un’ulteriore stretta o un clima di forte ostilità ideologica finisca per mettere a rischio la sopravvivenza stessa di un patrimonio culturale e lavorativo storico.
I contestatori, del resto, non puntano il dito contro l’istituzione del circo in sé, bensì sul modello espositivo. Un’alternativa priva di animali è già una realtà consolidata a livello internazionale e in costante crescita anche in Italia: si tratta del circo contemporaneo, incentrato esclusivamente sul talento e sulle abilità umane o sull’uso innovativo della tecnologia, dove proiezioni olografiche, laser e schermi LED sostituiscono la presenza fisica degli animali sulla pista.
L’episodio a Sora
In occasione della tappa a Sora, l’affissione di locandine e manifesti promozionali presso le vetrine delle attività commerciali e dei locali pubblici, nel centro e in periferia, ha registrato alcuni episodi di contestazione.
Stando a quanto ricostruito, due persone avrebbero applicato del nastro adesivo industriale sul lato esterno dei vetri degli esercizi, coprendo la parte dei manifesti che riporta le informazioni relative a date e orari degli spettacoli e tracciando con un pennarello la scritta «No animali nel circo». Un blitz che ha suscitato reazioni contrastanti in città: se da un lato la causa trova l’appoggio di parte dell’opinione pubblica, dall’altro non sono mancate le proteste degli stessi esercenti, ritrovatisi con le vetrine “danneggiate” dall’adesivo senza aver mai fornito alcuna autorizzazione.