Stellantis Cassino, ancora stop produttivi. Ficili: “Vecchi modelli fino al 2027”. Filosa: “Non chiuderemo”. Calenda: “Fabbrica morente”

Il ceo della multinazionale a "Cinque Minuti" rassicura che non ci saranno ridimensionamenti. Ma tagli di organici e produzioni sono realtà

Dopo aver ritenuto necessario avvertire le maestranze residue che lunedì scorso – 27 ottobre – lastratura e verniciatura avrebbero lavorato regolarmente, la direzione di Stellantis Cassino ha però comunicato una fermata produttiva per la lastratura nella giornata di mercoledì 29 ottobre; e poi un’altra fermata produttiva dal giorno 3 al giorno 7 novembre per montaggio, lastratura e verniciatura. Come a dire: che Filosa o non Filosa lo stabilimento di Piedimonte continua lentamente e tristemente a spegnersi. Peraltro la sconfitta evidente del dover lasciare in vita fino a inizio 2028 i vecchi modelli – ormai decotti dal punto di vista delle vendite perché lasciati dolosamente invecchiare senza aggiornamenti dagli Elkann prima e dai francesi dopo -, viene propagandata quasi fosse un traguardo positivo da Santo Ficili, ceo di Alfa Romeo e cheif operating officier di Maserati. Ha spiegato ieri: per Maserati e Alfa Romeo “si era parlato di una transizione al 100% elettrico, ma i clienti chiedono il termico. Quindi abbiamo deciso di mantenere in vita la Alfa Romeo Giulia e la Stelvio almeno fino a fine 2027″. Ficili l’ha detto durante il Forum Quattroruote Next, in corso a Milano.

Ficili (ceo Alfa): ma noi abbiamo la storia, i cinesi no

“La fortuna di Maserati e di Alfa Romeo, per i volumi che realizzano, è di stare dentro Stellantis, che ci aiuta moltissimo. Fossimo soli, avremmo qualche difficoltà a stare in piedi. Invece, siamo dentro Stellantis”, ha aggiunto. Ai giornalisti che chiedevano se i brand stiano lavorando ad altri motori Ice, Ficili ha risposto: “Stiamo studiando, in futuro non ci sarà solo l’elettrico, pensiamo che sia anche l’endotermico, ma comunque dobbiamo sviluppare tecnologie che rispettino l’ambiente”. Sempre parlando di Biscione e Tridente, se ne è uscito così: “Noi abbiamo un punto di forza, che è la legacy, la storia e la gloria, cosa che i cinesi non hanno. E se uno vuole comprare un prodotto di quel tipo, lo offriamo solo noi, i cinesi non possono avere questo vantaggio”.

Filosa da Vespa giura: mission produttiva per tutti i siti

“Il nostro piano è il nostro impegno e non ci sono ridimensionamenti previsti” della forza lavoro in Italia. Ha detto lunedì Antonio Filosa, Ceo di Stellantis, intervistato da Bruno Vespa durante la trasmissione ‘Cinque Minuti’, che è andata in onda ieri sera su Rai 1. Il piano di Stellantis per l’Italia “è molto pragmatico e assegna una chiara missione produttiva per tutte le fabbriche, a ciascuno stabilimento senza nessuna esclusione”, ha scandito, spiegando che la società “sta investendo 2 miliardi di euro in un anno solo in Italia, stiamo acquistando 6 miliardi di euro in componenti e servizi da fornitori tutti italiani. La nostra parte la stiamo chiaramente facendo, abbiamo bisogno della seconda parte, abbiamo bisogno di un’urgente revisione delle regolamentazioni a Bruxelles”.

Calenda a Piedimonte: stanno chiudendo tutto il comparto

Tra il palco Stellantis e la realtà delle fabbriche italiane ci sono i lavoratori con salari ridotti, l’indotto massacrato nei livelli occupazionali, territori che, come il Lazio meridionale, vedono compromesso il futuro di migliaia di famiglie. Ne ha parlato lunedì all’Hotel San Germano Carlo Calenda, parlamentare di Azione che sulle promesse non mantenute da John Elkann e Stellantis ha ingaggiato una battaglia estremamente dura e determinata. “Qui a Cassino siamo nella più completa desolazione produttiva – ha esordito -: sono venuto in questo stabilimento quando rifecero le linee per la Stelvio nel 2017: allora si producevano 135mila veicoli. Quest’anno si chiuderà intorno al 20mila e si vede dal vuoto totale. L’ingresso 1 è circondato da sterpaglie, la scritta Stellantis impressa su uno scotch giallo: cose impensabili ai tempi della gestione Fiat”.

“Ora mobilitazione nazionale o l’azienda spegnerà i siti italiani”

“E’ un impianto in dismissione – ha affermato senza indugi il leader di Azione – ci lavora la metà dei dipendenti del 2017. Per il 2025 e 2026 Elkann aveva annunciato la piattaforma media. Ma oggi siamo con la Grecale che ormai è un vecchio modello, Stelvio che non tira più e Giulia che non è mai decollata. Fa strano dirlo ora di fronte a tutto questo – ha aggiunto Calenda – ma da qui è nata la ricchezza dell’Italia. E’ nata da fabbriche come questa che stanno morendo nel disinteresse generalizzato perfino di Landini e del Pd, per non parlare del governo che è l’unico in occidente a non avere un piano per la crisi automotive. Il manifatturiero ha fatto grande l’Italia, facevamo automobili straordinarie e tutto questo sta evaporando. Per preservare gli asset del Paese proporrò una iniziativa perché se questa vicenda Stellantis non diventa il primo punto in cima all’agenda politica del Paese non si salverà il comparto. Da qui – ha concluso – voglio proporre agli altri leader delle opposizioni e ai segretari nazionali dei sindacati una mobilitazione nazionale sull’automotive, mentre al governo chiediamo un incontro per studiare insieme proposte e interventi, prima che Stellantis chiuda definitivamente”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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