Stellantis Cassino, la Fiom: “Confronto a Palazzo Chigi”. Le altre sigle chiedono subito fatti concreti

Le reazioni delle sigle dei metalmeccanici dopo le parole pronunciate ieri dal ceo Antonio Filosa in sede di audizione parlamentare

L’audizione di Antonio Filosa, ceo di Stellantis, ieri in Parlamento di sicuro non ha raccolto l’entusiasmo degli investitori: il titolo ha perso il 3,25%, calando da quelli che già erano i minimi storici a quota 5,777 euro. Ma, speculazione finanziaria a parte, le scarse novità annunciate – era noto l’impegno a non chiudere Cassino ed anche ad assegnare la nuova Grecale entro il 2027 – come le serie speciali di Giulia e Stelvio e la ricerca di un partner con cui gestire il sito, non hanno certo fatto cambiare idea alla Fiom-Cgil. Samuele Lodi, segretario nazionale dell’organizzazione sindacale e responsabile settore Mobilità, ha puntato perciò l’indice sulla “condizione dello stabilimento di Cassino, per il quale non esiste ancora un progetto definito; quella di Termoli, che ha perso la gigafactory (con una semplice comunicazione da parte di Acc); e quella di Modena, ormai svuotata e ancora priva di una prospettiva chiara”.

A livello generale, “è grave – ha detto – l’abbandono del progetto sulla produzione di batterie, giustificato con l’elevato costo dell’energia nel nostro Paese, così come preoccupante è la situazione dei marchi Maserati e Alfa Romeo, che necessitano di un drastico piano di rilancio. (…) È sempre più evidente che Stellantis stia spostando il proprio baricentro verso gli Stati Uniti e, per il resto del mondo, verso il Nord Africa: è lì che si concentrano investimenti e produzioni. In Italia, invece, si continua a soffrire. Le lavoratrici e i lavoratori continueranno a subire le conseguenze di un massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali, che consente a Stellantis di affermare che non vi saranno chiusure di stabilimenti. Tuttavia, quando la cassa integrazione diventa strutturale, sono le lavoratrici e i lavoratori a pagarne il prezzo”.

Lodi: basta tavolo al Mimit, dove la narrazione è distante dalla realtà

Ha concluso Lodi: “È necessario un incontro con l’AD Filosa e le organizzazioni sindacali. Inoltre, la Presidenza del Consiglio deve aprire un confronto a Palazzo Chigi. La situazione dell’automotive in Italia è estremamente grave e non può essere affrontata attraverso il tavolo automotive del MIMIT, che si è trasformato in un momento di narrazione distante dalla realtà.”

“E’ confermato il cambio di passo rispetto all’era Tavares. Ora, però, è necessario completare e rafforzare i punti ancora aperti del piano industriale di Stellantis, che richiedono risposte concrete per garantire stabilità e prospettive alla presenza industriale del Gruppo nel nostro Paese”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano. “L’impegno per l’Italia passa attraverso risposte chiare e concrete per Cassino, Alfa Romeo e Maserati, così come attraverso un lavoro mirato a rafforzare le prospettive future dello stabilimento di Termoli. Ci aspettiamo che il gruppo, nei prossimi mesi, definisca le partnership previste e dia attuazione agli impegni che non si sono ancora concretizzati, ma per i quali è stata assicurata una soluzione entro la fine dell’anno”.

Uliano: l’impegno per l’Italia passa dalle risposte chiare su Piedimonte

Secondo Davide Sperti, segretario generale Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale del settore auto, “le dichiarazioni rese in Parlamento dall’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, confermano gli impegni già assunti sul rilancio delle produzioni italiane e forniscono alcuni importanti elementi di chiarimento. In particolare, consideriamo molto positivo il richiamo alla valorizzazione dei marchi premium e luxury e l’inclusione esplicita di Cassino tra gli stabilimenti coinvolti in questa strategia. Si tratta di un’indicazione importante che rafforza la prospettiva di rilancio del sito laziale anche attraverso una possibile partnership per la produzione di due ammiraglie Maserati’.

“Confidiamo – hanno sostenuto Sperti e Ficco – che entro fine anno Stellantis presenti il piano operativo con investimenti, modelli e volumi produttivi, anche per Cassino, affinché gli impegni annunciati si traducano in risultati concreti per gli stabilimenti italiani e per l’occupazione.

Uilm confida sul fine anno. Rinaudo (Fismic): subito segnali forti

“L’audizione del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, rappresenta un passaggio importante per il futuro dell’automotive italiano. Abbiamo apprezzato la volontà di riportare al centro il dialogo con le istituzioni, le parti sociali e i territori. Oggi è però necessario compiere un passo ulteriore: trasformare gli impegni in risultati concreti per i lavoratori e per gli stabilimenti italiani”, ha dichiarato Sara Rinaudo, segretaria Generale Fismic Confsal. “Da troppo tempo il settore vive una fase di incertezza che sta mettendo sotto pressione migliaia di famiglie e l’intera filiera industriale. Dal Tavolo Automotive devono arrivare rapidamente segnali forti e misure concrete a sostegno del sistema industriale italiano, degli investimenti, dell’occupazione e della competitività. Servono strumenti capaci di accompagnare la transizione senza scaricarne il costo sui lavoratori”.

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