Nei primi nove mesi del 2026 lo stabilimento di Cassino ha registrato un ulteriore e pesante arretramento dei livelli produttivi. Le vetture realizzate sono state complessivamente 8.897, con una diminuzione del 37,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Numeri che confermano quanto sia ormai critica la situazione dello stabilimento. Nel dettaglio, la produzione ha riguardato 5.227 Alfa Romeo Giulia e Stelvio e 3.670 Maserati Grecale. “Con questi volumi, la situazione del sito produttivo e dell’intero sistema dell’indotto non è più sostenibile”. Le parole del segretario generale Fim Cisl, Ferdinando Uliano, nel corso della presentazione del report che l’organizzazione sindacale ha dedicato alla produzione Stellantis nel terzo trimestre 2026, suonano ormai come uno stato di massima allerta per la sopravvivenza del sito cassinate.

Il 2025 si era già concluso con una produzione inferiore alle 20.000 vetture e per il 2026 le previsioni indicano un ulteriore peggioramento, con una stima di circa 12.000 unità complessive. “Una contrazione che sta producendo conseguenze molto pesanti anche sul piano occupazionale – avverte sempre il sindacalista -. Attualmente gli addetti sono circa 2.120 e l’attività dello stabilimento si è ridotta a poco più di 5-6 giornate lavorative al mese. Nei primi nove mesi dell’anno sono state lavorate appena 56 giornate, con circa 1.400 lavoratori presenti, mentre più di 500 dipendenti risultavano interessati dai contratti di solidarietà. Complessivamente, le fermate collettive totali hanno raggiunto 118 giornate di CDS”.
In 9 mesi 56 giornate di lavoro per 1400; cinquecento in contratto di solidarietà
Fim-Cisl ricorda come nel corso degli incontri dedicati alla presentazione del piano industriale, Stellantis ha confermato che gli attuali modelli Alfa Romeo Stelvio e Giulia continueranno a essere prodotti per tutto il 2027 attraverso una serie speciale. Sempre dal 2027 è previsto l’avvio della produzione della nuova Maserati Grecale. “Il Gruppo – ha ricordato Uliano – ha inoltre ribadito la volontà di assicurare continuità allo stabilimento attraverso il rilancio dei marchi Maserati e Alfa Romeo, evidenziando che sono in corso interlocuzioni con potenziali partner. Tuttavia, le decisioni definitive sul futuro di Cassino sono state rinviate entro la fine dell’anno”.
“La conferma dell’impegno a garantire continuità produttiva rappresenta sicuramente un elemento positivo, così come è importante che il Gruppo si sia assunto questa responsabilità – precisano dalla Fim Cisl nazionale -. Allo stesso tempo, però, non possiamo non considerare negativamente l’ennesimo rinvio delle decisioni, soprattutto alla luce della gravità della situazione attuale e dei livelli produttivi ormai ridotti al minimo. Restano infatti senza risposta diversi interrogativi fondamentali. Non abbiamo ancora ricevuto conferme sulle due future Maserati del segmento E precedentemente annunciate, né indicazioni precise su come verrà sviluppato il progetto relativo alle future Alfa Romeo del segmento D e su quali saranno le relative tempistiche”.
“Urgono subito nuove attività nello stabilimento in attesa dei nuovi modelli”
A questo si aggiunge un problema che non può essere ulteriormente rimandato – sempre secondo i metalmeccanici Cisl -: “la necessità di portare nuove attività nello stabilimento già nella fase di preparazione dei futuri programmi produttivi. Considerando che, normalmente, tra l’annuncio ufficiale di un nuovo progetto e il suo effettivo avvio possono trascorrere dai 18 ai 24 mesi, è indispensabile intervenire con tempestività. La priorità, oggi, è mettere in sicurezza Cassino sia dal punto di vista occupazionale sia sotto il profilo delle prospettive industriali. Non è più possibile rinviare le scelte necessarie per garantire un futuro allo stabilimento. Un rilancio di Cassino avrebbe inoltre ricadute positive non solo sui lavoratori direttamente coinvolti, ma sull’intera filiera dell’indotto e sul territorio, che dipende in larga misura dalla capacità produttiva del sito”.
Intanto secondo i dati del Ministero dei Traporti, le immatricolazioni in Italia sono cresciute a 139.356 unità, in aumento del 9,9% rispetto alle 126.781 vetture registrate nello stesso mese dell’anno precedente. Stellantis ha registrato una crescita a doppia cifra, facendo meglio del mercato. Ma il problema è capire quante delle vetture del gruppo parigino vendute sono effettivamente almeno assemblate in Italia. Sicuramente una minoranza.
Comunque le immatricolazioni del gruppo a settembre si sono attestate a 38.704 autovetture (compresa Leapmotor), in aumento del 12,6% rispetto allo stesso mese del 2025e la quota di mercato è salita al 27,8%. Nei primi nove mesi dell’anno, il Gruppo ha registrato 379.936 immatricolazioni, con una crescita del 13,9%, con una quota salita al 29,9%. Nell’ambito del Gruppo, il marchio Fiat conferma la leadership con 15.876 immatricolazioni a settembre e 144.464 nei nove mesi. La “Pandina” resta l’auto più venduta in Italia con 10.401 immatricolazioni a settembre. Inutile cercare nell’elenco Giulia, Stelvio e Grecale, tanto per essere chiari.