Il paradosso della TARI esiste davvero: nonostante l’aumento della raccolta differenziata, la tariffa cresce. E questo contraddice il principio europeo “chi inquina paga”. È quanto sostiene Fare Verde Frosinone, che accende i riflettori sul meccanismo con cui viene calcolata la tassa sui rifiuti.
“Il punto centrale è che la TARI non misura quanto il cittadino conferisce, ma quanto costa al Comune l’intero sistema rifiuti. E questi costi, negli ultimi anni, crescono in modo dissociato dai comportamenti virtuosi dei cittadini”. La TARI, infatti, deve coprire il 100% dei costi del servizio. E tra questi rientrano anche voci che non diminuiscono con l’aumento della raccolta differenziata, come mezzi e attrezzature, spazzamento delle strade, amministrazione e ammortamenti. A incidere sono anche i costi legati al porta a porta, adottato dai Comuni per aumentare le percentuali di differenziata. “Richiede più personale, più mezzi e più turni con il costo del lavoro che diventa così la voce più pesante del bilancio per il servizio”, sottolinea Fare Verde.
Secondo l’associazione, il sistema italiano non applica pienamente il principio europeo “chi inquina paga”. “La Cassazione ha chiarito che le tariffe devono essere proporzionate alla potenziale produzione di rifiuti, ma non misurano la produzione reale”. In altre parole, “il cittadino virtuoso non viene premiato, chi produce più rifiuti non paga di più in modo proporzionale e la tariffa è costruita su coefficienti presuntivi, non su misurazioni reali”.
Il principio “chi inquina paga”
Fare Verde richiama il principio europeo “chi inquina paga”, previsto dall’articolo 191, paragrafo 2, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e richiamato dalla normativa europea in materia di rifiuti. Per l’associazione, l’applicazione concreta del principio dovrebbe passare da sistemi PAYT, “Pay As You Throw”, basati sulla misurazione puntuale dei rifiuti, su una tariffa proporzionata al conferimento, su premi per chi differenzia correttamente e penalità per chi produce più indifferenziato.
“Il cittadino: separa i rifiuti, aumenta la percentuale di differenziata, riduce l’indifferenziato, e sostiene costi crescenti”. Secondo Fare Verde, invece, l’attuale sistema TARI “non misura la produzione reale, non distingue tra chi differenzia i rifiuti e chi no generando disparità e senso di ingiustizia, non premia la qualità, non riduce i costi fissi e scarica i costi strutturali sulla tariffa”.
Il risultato, secondo l’associazione, è un sistema nel quale “la TARI cresce anche quando il cittadino inquina meno”. “Il paradosso della TARI dimostra che il sistema italiano non applica il principio europeo, ma un modello amministrativo che non è correlato ai comportamenti individuali, non incentiva la riduzione dei rifiuti, non premia la qualità della differenziata e non distingue tra chi inquina e chi non inquina”.
La conclusione di Fare Verde Frosinone è netta: “L’attuale TARI è un sistema che chiede sempre più denaro ai cittadini, anche quando fanno esattamente ciò che l’Europa chiede”.