Lampi ad alta intensità, saette a raggiera e tuoni fragorosi. La natura ha rimesso in scena uno dei suoi spettacoli più suggestivi e al contempo pericolosi, investendo gran parte della penisola e picchiando duro anche sulla Ciociaria tra il tardo pomeriggio e la sera di ieri.
Un fenomeno che ha subito conquistato il popolo del web, trasformando i social in un diario di scatti d’autore. Dalle immagini di Giuseppe Santoro, che ha immortalato il momento esatto in cui un fulmine stropicciato da diversi “rami” cade dritto su Veroli, alla saetta catturata da Claudia Principia mentre taglia in due il cielo sopra il cuore di Fiuggi, fino alle suggestive inquadrature notturne di Diego Hares sul borgo di Sgurgola.
Immagini da copertina per un fenomeno fisico ben preciso: intense scariche di elettricità generate dall’accumulo di cariche opposte all’interno delle nubi temporalesche. Quando la rigidità dielettrica dell’aria cede, l’energia si sprigiona violentemente tra nube e nube o verso il suolo, generando il lampo ottico e l’onda d’urto acustica del tuono.
Un’incantevole bellezza che porta con sé un coefficiente di rischio elevatissimo. La cronaca degli ultimi giorni restituisce infatti un bilancio tragico sui rilievi italiani, con due escursionisti che hanno perso la vita folgorati in quota.
Sull’Etna, un trentenne statunitense è stato sorpreso da un temporale improvviso mentre si trovava nella zona interdetta dove si era spinto per avvicinarsi alla bocca del vulcano. Ritrovato agonizzante diverse ore dopo l’incidente, il giovane è stato soccorso dall’elicottero dei Vigili del Fuoco ma deceduto prima di arrivare in ospedale.
Contemporaneamente un’altra tragedia speculare al nord, sul Piz Starlex, oltre i 3.000 metri di altitudine sopra Tubre, Val Monastero, Alto Adige. Un 42enne del posto, dato per disperso dopo il mancato rientro dalla cima, è stato individuato dal drone del Soccorso Alpino su un tratto impervio: per l’uomo, colpito in pieno da una scarica mentre cercava di guadagnare la discesa, non c’era più nulla da fare.
A conferma dell’eccezionale carica elettrica che sta attraversando i cieli italiani, i dati registrati sempre nella giornata di ieri sulla costa livornese: una sola cella temporalesca, attiva tra le isole di Gorgona ed Elba, ha scaricato in mare oltre 21mila fulmini nell’arco di appena sei ore.
Di fronte a quadri meteorologici di questo tipo, la Protezione Civile e i corpi di soccorso rinnovano l’appello alla massima prudenza: in caso di precipitazioni con fulminazioni è imperativo cercare tempestivamente un riparo sicuro, evitando nel modo più assoluto di sostare sotto alberi isolati, tralicci, spazi aperti o specchi d’acqua.




