Tenta di gettarsi dal cavalcavia della superstrada, due carabinieri salvano una ragazza: ennesima tragedia evitata

Poche ore fa avevamo riacceso i riflettori sui 4 suicidi in sei giorni. Stamattina l’intervento dei carabinieri ha evitato un’altra tragedia

La lista, almeno questa volta, non si allunga. È una frase che pesa, soprattutto perché arriva a poche ore da quando siamo tornati a parlare di un fenomeno che in questi giorni sta assumendo contorni sempre più drammatici. Quattro suicidi in appena sei giorni in provincia di Frosinone, quattro vite spezzate, quattro famiglie travolte da un dolore impossibile da raccontare. E questa mattina, purtroppo, un altro allarme ha fatto temere che quel bilancio potesse ulteriormente aggravarsi.

La tragedia è stata evitata grazie all’intervento tempestivo di due carabinieri della Compagnia di Sora. Erano circa le 6.45 quando un automobilista ha segnalato alla centrale operativa del NUE 112 la presenza di una piccola utilitaria ferma, con le quattro frecce accese, sul cavalcavia della superstrada Sora-Avezzano, all’altezza della zona della Forcella.

Un tratto tristemente noto, che negli anni è stato teatro di numerosi gesti estremi e anche di diversi tentativi fortunatamente sventati. Questa volta, all’interno dell’auto, c’era una giovane donna. L’automobilista ha avuto il presentimento che qualcosa potesse accadere e, così, non si è voltato dall’altra parte. Ha chiamato i soccorsi, mettendo un primo tassello fondamentale per il lieto fine di una storia che sarebbe potuta diventare tragedia. 

Quando i carabinieri sono arrivati, hanno trovato la ragazza in un momento di profonda difficoltà. Era ancora all’interno della vettura, con lo sguardo perso e un dolore che, evidentemente, in quel momento sembrava non lasciare spazio ad altre possibilità.

I due militari hanno capito che non c’era tempo da perdere. Ma soprattutto hanno capito che, prima ancora di intervenire, dovevano riuscire a raggiungerla, a stabilire un contatto con lei. E lo hanno fatto. Hanno parlato con la giovane, cercando di farle sentire che non era sola, che in quel momento qualcuno era lì per lei e che quel dolore, per quanto enorme, poteva essere affrontato senza compiere un gesto irreversibile.

Una parola dopo l’altra, con pazienza e umanità, i due carabinieri sono riusciti a conquistare la sua fiducia e a convincerla a desistere. Due uomini in divisa che, questa mattina, si sono trovati davanti a una persona giovanissima in un momento di estrema fragilità e sono riusciti a farle trovare un altro briciolo di forza per scegliere di continuare a vivere. È questo il lieto fine che oggi raccontiamo, ma resta la drammaticità del momento attraversato dalla ragazza senza che nessuno sia riuscito ad aiutarla prima che decidesse di salire sulla sua auto con la volontà di mettere fine alla sua vita. 

Non è la prima volta che i carabinieri della Compagnia di Sora riescono a intervenire in situazioni analoghe e a mettere in salvo persone che stanno attraversando momenti di disperazione.

Sul posto sono arrivati anche i sanitari del 118, che hanno preso in carico la giovane e l’hanno trasferita all’ospedale di Cassino, presso il reparto SPDC, per le cure e gli accertamenti del caso. L’auspicio è che da qui possa iniziare un percorso di cura e di sostegno, con qualcuno pronto ad accompagnarla e ad aiutarla ad affrontare quel dolore. Perché spesso è proprio questo che serve nei momenti più bui: non essere lasciati soli.

Quattro suicidi in sei giorni

E il tempismo di quanto accaduto questa mattina rende ancora più forte la riflessione che avevamo affidato alle nostre colonne appena poche ore fa. – LEGGI QUI

In una sola settimana il territorio ha dovuto fare i conti con una sequenza impressionante di tragedie: quattro suicidi in sei giorni. Lunedì 24 agosto la morte di un’ex insegnante di Frosinone, dopo una caduta dal balcone della propria abitazione. Giovedì 27 agosto la tragedia di un anziano a Ceprano, morto dopo essersi lanciato da un ponte. Venerdì 28 agosto un’altra tragedia a Piglio, dove una donna è morta dopo una caduta dal terzo piano. Ieri a Cassino la morte di una giovane donna e il tentato suicidio di un anziano a Sora. Numeri che non possono essere considerati soltanto numeri.

Dietro ciascuno di essi c’è una persona, ci sono una storia, una famiglia, una sofferenza che spesso rimane invisibile fino a quando è troppo tardi. E proprio per questo l’intervento di questa mattina assume un significato ancora maggiore. Perché oggi possiamo raccontare una storia diversa.

Possiamo raccontare di una tragedia sfiorata e non consumata. Di due carabinieri che hanno saputo fermarsi, ascoltare e creare un ponte con una ragazza che, in quel momento, sembrava non vedere più una strada davanti a sé. La cronaca oggi ci consegna dunque un’altra notizia, ma con un finale diverso.

La lista non si allunga. E forse, davanti a numeri così drammatici, è proprio da qui che bisogna ripartire: dalla consapevolezza che dietro ogni allarme c’è una vita che può ancora essere salvata, se qualcuno riesce ad arrivare in tempo.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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