“The Good Lobby”, udienza preliminare per gli arresti a Ceccano: decisione ad aprile

Tre patteggiamenti già accolti, il Comune di Ceccano ammesso parte civile. Coinvolti 29 imputati, tra cui l’ex sindaco Caligiore

Si è conclusa nella tarda mattinata di oggi l’udienza preliminare del procedimento scaturito dall’inchiesta “The Good Lobby”, coordinata dalla Procura europea, che vede imputate 29 persone tra cui l’ex sindaco di Ceccano Roberto Caligiore, imprenditori, funzionari comunali e professionisti.

Il giudice per l’udienza preliminare Fiammetta Palmieri ha fissato al 15 aprile la decisione sull’eventuale rinvio a giudizio degli imputati. Entro quella data potranno essere presentate ulteriori richieste di patteggiamento o di rito abbreviato, oltre ai tre patteggiamenti già accolti dalla Procura della Repubblica di Frosinone per Stefano Polsinelli, Camillo Ciotoli e Selenia Boccia. Secondo quanto emerso in aula, potrebbero aggiungersi altre richieste.

Il giudice ha inoltre dichiarato ammissibile la costituzione di parte civile del Comune di Ceccano, nonostante l’opposizione sollevata dagli avvocati difensori degli imputati.

Il “sistema Ceccano”

L’inchiesta, che il 24 ottobre 2024 portò all’arresto dell’allora primo cittadino e di altri soggetti ritenuti parte del cosiddetto “sistema Ceccano”, ruota attorno a presunti episodi di corruzione legati all’assegnazione di appalti finanziati con fondi Pnrr e fondi europei. Le accuse, a vario titolo, sono associazione per delinquere, corruzione aggravata per l’affidamento di contratti pubblici, riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Secondo l’impianto accusatorio, sarebbe stato messo in piedi un meccanismo stabile finalizzato a orientare l’assegnazione di lavori e incarichi pubblici in cambio di denaro, attraverso un sistema di fatturazioni fittizie e movimentazioni finanziarie verso società ritenute di comodo, con successiva retrocessione delle somme in contanti.

Nel mirino degli inquirenti sono finiti diversi interventi finanziati con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, tra cui la riqualificazione del Castello dei Conti e del centro storico, la messa in sicurezza della scuola di Borgo Berardi, il centro educativo al Di Vittorio, la gestione dei servizi di accoglienza per richiedenti asilo e numerosi incarichi tecnici per lavori pubblici. Il valore complessivo degli appalti attenzionati si aggirerebbe attorno ai cinque milioni di euro.

Gli avvisi di conclusione delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio riguardano Pierfrancesco Anniballi, Stefano Anniballi, Antonio Annunziata, Diego Aureli, Sabina Bonifazi, Roberto Caligiore, Loredana Capasso, Matteo Capuani, Patrizia Criscuolo, Vincenzo D’Onofrio, Riccardo Del Brocco, Massimo Del Carmine, Emanuele Gentile, Salvatore Guido, Lucio Maione, Franco Marcoccia, Raffaele Merolla, Giulio Morelli, Elena Papetti, Antonio Puppo, Maurizio Puzzuoli, Massimo Rinaldi, Danilo Rinaldi, Alberto Roncone, Frank Ruggiero, Luigi Schiavo, Gennaro Tramontano, Franca Maria Turchetta e la società Antea Produzione e Lavoro.

Il prossimo 15 aprile sarà quindi una data cruciale: il gup dovrà decidere, posizione per posizione, se disporre il rinvio a giudizio con l’apertura del processo oppure il proscioglimento degli imputati. Un passaggio determinante in uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti degli ultimi anni per il territorio, anche per le conseguenze istituzionali che l’inchiesta ha avuto sull’amministrazione comunale di Ceccano.

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