Prima la telefonata del falso appartenente alle Forze dell’Ordine, poi la consegna dei preziosi e infine una fuga a tutta velocità, terminata grazie all’intervento della Polizia. È il copione dell’ennesima truffa ai danni di una persona anziana, questa volta sventata dalla Polizia di Stato nel Cassinate.
Due donne sono state arrestate in flagranza di reato dagli agenti della Squadra Mobile di Frosinone, agli ordini del Dirigente Angelo Longo, e del Commissariato di Cassino con l’accusa di truffa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. L’operazione è nata nell’ambito dei servizi predisposti per contrastare i raggiri ai danni soprattutto delle persone anziane e fragili.
Gli investigatori avevano intercettato un’auto sospetta, già segnalata nei giorni precedenti per una truffa analoga commessa in Liguria. Il veicolo è stato seguito con discrezione fino a una zona isolata della città. È stato lì che gli agenti hanno assistito alla scena: una delle due donne è uscita rapidamente dall’abitazione di una vittima, mentre dall’interno si sentivano le grida disperate della persona appena truffata.
Alla vista degli agenti, la donna è salita sull’auto e si è data alla fuga. Nonostante l’alt della Polizia, la vettura ha accelerato, dando vita a un inseguimento che dalla superstrada Cassino-Formia è proseguito lungo l’autostrada.
La fuga si è conclusa nei pressi del casello di San Vittore del Lazio, dove la Polizia Stradale, coordinata dalla Sala Operativa, è riuscita a bloccare l’auto con uno sbarramento.
A quel punto è emerso il meccanismo utilizzato per raggirare la vittima. Un complice, al telefono, si era spacciato per un appartenente alle Forze dell’Ordine e aveva convinto la donna a consegnare oro e preziosi con la scusa di doverli confrontare con quelli collegati a una rapina nella quale sarebbe stata coinvolta un’auto della famiglia.
Ma il bottino non era lontano. Durante la perquisizione del veicolo, gli agenti hanno scoperto un doppio fondo ricavato nell’auto, nel quale era stato nascosto l’intero quantitativo di oro appena sottratto.
I preziosi sono stati recuperati e restituiti alla vittima. Al termine delle formalità di rito, le due donne sono state condotte nella Casa Circondariale di Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.