Tumore al collo dell’utero, gennaio è il mese dedicato alla prevenzione: gli screening nel Lazio

Un percorso di screening oncologico dedicato, diviso per fasce di età: PAP test 25-29 anni, ogni 3 anni; HPV test 30-64 anni, ogni 5 anni

Gennaio è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al collo dell’utero. Si tratta di una patologia oncologica dovuta al virus HPV (Papilloma Virus Umano).

Tra gli strumenti di prevenzione la Regione Lazio mette a disposizione un percorso di screening oncologico dedicato, diviso per fasce di età: PAP test 25-29 anni, ogni 3 anni; HPV test 30-64 anni, ogni 5 anni. Per prenotarlo è possibile utilizzare il servizio Prenota smart, chiamare il numero verde dedicato dell’azienda sanitaria di appartenenza o rispondere all’invito mandato periodicamente dalle ASL. Per info www.salutelazio.it

Il quarto tumore del genere femminile per incidenza

Il tumore dell’utero (detto anche carcinoma uterino o endometriale) colpisce l’organo dell’apparato femminile in cui, in caso di gravidanza, l’embrione viene accolto e si sviluppa. L’utero ha una forma simile a quella di un imbuto rovesciato ed è costituito da due parti principali: un’estremità inferiore (chiamata collo o cervice), in stretto collegamento con la vagina, e una parte superiore (detta corpo dell’utero) costituita da tessuti molto diversi tra loro per forma e funzioni.

In Italia, il tumore dell’utero rappresenta il quarto tumore del genere femminile, dopo i tumori al seno, al colon e al polmone. La frequenza del tumore all’utero è di circa 8.500 nuovi casi l’anno, ed è più frequente dopo la menopausa, soprattutto in una fascia di età compresa tra i 50 e i 70 anni. Si tratta di un tumore sempre più comune per via dell’allungamento della vita media delle donne e di un’alimentazione troppo spesso abbondante e ricca di grassi.

Il tumore dell’endometrio è spesso diagnosticato a uno stadio iniziale a causa di un insolito sanguinamento vaginale che può presentarsi sia nel periodo che intercorre tra un ciclo mestruale nelle donne in periodo fertile, che dopo la menopausa.

Tra i tumori del corpo dell’utero, quello più frequente (più dell’80%) è il carcinoma endometriale. Si tratta di un tumore che ha origine dalle cellule epiteliali e ghiandolari dell’endometrio (lo strato che riveste la cavità interna dell’utero), per cui si parla di adenocarcinomi endometrioidi.

Un altro tipo di tumori dell’utero sono i sarcomi uterini (5% dei tumori dell’utero) che originano dalle cellule muscolari presenti nello strato più esterno del corpo uterino. Questo tipo di tumori è più raro e può essere suddivisi in due grandi categorie che racchiudono la maggior parte dei casi:

  • leiomiosarcomi uterini (circa il 2%), si sviluppano nello strato muscolare (miometrio)
  • sarcomi endometriali stromali (1%), nascono nel tessuto connettivo che fornisce supporto all’endometrio

Esistono, inoltre, rari casi di tumori che al microscopio mostrano sia le caratteristiche del carcinoma sia quelle del sarcoma: si tratta di carcinosarcomi uterini, molto simili ai carcinomi per fattori di rischio, diffusione a distanza (ossia formazione di metastasi) e modalità di cura.

Secondo il sistema di classificazione della Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (in sigla FIGO), tutti i tumori del corpo dell’utero possono essere distinti in quattro stadi a seconda del loro grado di diffusione nell’organismo:

  • stadio I, il tumore è limitato al corpo dell’utero; non si è esteso al collo dell’utero (ossia la cervice), ai linfonodi o ad altre zone più distanti
  • stadio II, il tumore ha raggiunto la cervice, senza però colpire aree al di fuori dell’utero
  • stadio III, il tumore si è diffuso in altre zone ma ancora circoscritte alla regione pelvica
  • stadio IV, il tumore si è esteso nell’addome (vescica-retto) e può aver raggiunto tessuti distanti (come ossa o polmoni) – Fonte ISS

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