West Nile, primo caso del 2026 in Ciociaria: forma neuro-invasiva per il paziente

Il bollettino dell’ISS aggiorna i dati: nel Lazio 35 casi complessivi, 16 a Roma, 16 a Latina, 2 a Viterbo e uno in provincia di Frosinone

È stato segnalato il primo caso di West Nile Virus del 2026 in provincia di Frosinone. Si tratta di un caso nella forma neuro-invasiva, la manifestazione più grave dell’infezione. Il dato emerge dall’ultimo bollettino della sorveglianza coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 12 agosto.

Nel Lazio i casi complessivamente segnalati sono 35: 16 nella provincia di Roma, 16 in quella di Latina, 2 a Viterbo e 1 in provincia di Frosinone. Il caso ciociaro rientra dunque tra le forme neuro-invasive dell’infezione.

A livello nazionale, dall’inizio dell’anno al 12 agosto, sono stati segnalati 226 casi confermati di infezione da West Nile Virus nell’uomo, in aumento rispetto ai 141 del precedente report. Dei 226 casi, 102 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, compreso un caso importato dalle Maldive, 38 sono stati identificati in donatori di sangue in forma asintomatica e 86 hanno riguardato casi di febbre, tra cui un caso importato dal Burkina Faso.

Tra i casi confermati sono stati notificati complessivamente 7 decessi, uno dei quali relativo a un caso importato.

La circolazione del virus è stata dimostrata in 55 province appartenenti a 16 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Nello stesso periodo dello scorso anno le province interessate erano 52, distribuite in 15 Regioni.

Sempre dall’inizio dell’anno sono stati inoltre segnalati 8 casi di Usutu virus: 5 in Lombardia, 1 in Emilia-Romagna, 1 nelle Marche e 1 nel Lazio.

Il confronto con il 2025

Lo scorso anno, nello stesso periodo, i casi di West Nile segnalati in Italia erano 275, con 25 decessi. I dati del 2026 mostrano quindi, al momento, un numero complessivo di infezioni inferiore rispetto allo stesso periodo del 2025, ma confermano la presenza e l’espansione della circolazione del virus anche nel territorio laziale e, per la prima volta quest’anno, in provincia di Frosinone.

Che cos’è la West Nile

La febbre West Nile è una malattia provocata dal West Nile Virus (WNV), appartenente alla famiglia dei Flaviviridae. Il virus, isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto del West Nile da cui prende il nome, è oggi diffuso in diverse aree del mondo, tra cui Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

I principali serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici, mentre le zanzare, soprattutto quelle del genere Culex, rappresentano il principale veicolo di trasmissione all’uomo attraverso la puntura di un insetto infetto.

Più raramente, l’infezione può essere trasmessa attraverso trapianti di organi, trasfusioni di sangue e dalla madre al feto durante la gravidanza. La West Nile, invece, non si trasmette da persona a persona attraverso il normale contatto con una persona infetta.

Il virus può infettare anche altri mammiferi, in particolare gli equini e, in alcuni casi, cani, gatti, conigli e altri animali.

Sintomi e periodo di incubazione

Il periodo di incubazione varia generalmente dai 2 ai 14 giorni dalla puntura della zanzara infetta, ma può arrivare fino a 21 giorni nelle persone con deficit del sistema immunitario.

La maggior parte delle persone infettate non sviluppa alcun sintomo. Tra i casi sintomatici, circa il 20% manifesta una forma febbrile caratterizzata da febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e possibili manifestazioni cutanee.

Nei bambini è più frequente una febbre lieve, mentre nei giovani possono comparire febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone fragili, invece, l’infezione può assumere forme più severe.

I sintomi neurologici più gravi si manifestano in meno dell’1% delle persone infette e possono comprendere febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi della vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni disturbi neurologici possono lasciare conseguenze permanenti.

Nei casi più gravi il virus può provocare encefalite e, in una parte dei casi, avere esito fatale.

Il primo caso del 2026 in provincia di Frosinone richiama dunque l’attenzione sulla presenza del virus anche in Ciociaria, in un periodo dell’anno particolarmente favorevole alla diffusione delle zanzare, principali vettori della West Nile.

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