Zes unica, la Consulta del Cassinate prepara un documento. La maggioranza scrive a Casellati. Tuona FdI

I capigruppo che sostengono il sindaco firmano l'appello alla ministra cittadina onoraria. La minoranza sorpresa: poteva esserci unanimità

Della mancata inclusione del Lazio meridionale nella Zes unica del Mezzogiorno discuteranno anche i sindaci della Consulta del Cassinate, che si riuniranno in sala Restagno a Cassino martedì 19 agosto nel pomeriggio. All’ordine del giorno la sottoscrizione di un documento che punta a sostenere l’entrata dei territori del Lazio meridionale nella zona economica speciale, di recente allargata dalla premier Meloni alle Marche ed all’Umbria. Intanto i capigruppo di maggioranza Luca Fardelli, Edilio Terranova, Fabio Vizzacchero, Andrea Vizzaccaro e Maria Rita Petrillo hanno scritto una lettera a Maria Elisabetta Alberti Casellati, Ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa del Governo Meloni, dall’ottobre del 2023 cittadina onoraria di Cassino.

I capigruppo sottolineano i legami sentimentali tra la ministra e la Città martire

“Gent.ma Onorevole Casellati – si legge nel documento -, nella nostra qualità di capigruppo consiliari di Maggioranza del Comune di Cassino, Le scriviamo con fiducia e stima per rappresentarLe una questione di cruciale importanza per il futuro economico e sociale del nostro territorio. Il fatto che Lei sia stata insignita della cittadinanza onoraria del nostro Comune, La rende, a tutti gli effetti, un’illustre concittadina, profondamente legata sul piano sentimentale, ma anche sul piano simbolico, alla nostra comunità. Per questo motivo, siamo certi che potrà comprendere e condividere la nostra preoccupazione per le prospettive future di sviluppo della nostra città e del suo comprensorio. Lo scorso 4 agosto, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge volto al rilancio economico delle regioni Marche e Umbria attraverso la creazione di una ZES unica per il Mezzogiorno, con un plafond di agevolazioni fiscali pari a 2,2 miliardi di euro per il 2025. Al contrario, il Lazio, e in particolare la nostra provincia di Frosinone, rimangono esclusi da tale strumento, con il rischio di restare “geograficamente accerchiati” da territori di maggiore attrattività”.

L’appello affinché venga sostenuta l’estensione della zona agevolata al Sud Lazio

“Questa esclusione risulta particolarmente grave per Cassino, dove lo stabilimento
Stellantis continuerà ad affrontare gli ennesimi fermi produttivi nei prossimi mesi. Inoltre, la situazione infrastrutturale carente e la sempre più marcata “desertificazione economica” aggravano una crisi già profonda. Da più parti, tra cui esponenti politici locali come la consigliera regionale Sara Battisti e il deputato Nicola Ottaviani, è stato sottolineato come l’esclusione del Basso Lazio dalle ZES costituisca un danno ingiustificato, data anche la storica capacità di utilizzo delle risorse vista in iniziative come l’ex Cassa del Mezzogiorno o la LR 46/2002. È stato quindi auspicato un “fronte comune” delle istituzioni per correggere questa
grave disparità. Alla luce di queste considerazioni, Le chiediamo, nella Sua doppia veste di autorevole rappresentante delle istituzioni e di “nostra” concittadina di voler valutare la possibilità di sostenere, presso le competenti sedi nazionali, l’estensione delle ZES anche al nostro territorio”.

Petrarcone: “Iniziativa poco rispettosa per la minoranza e la cittadinanza”

Ma l’iniziativa della coalizione che sostiene il primo cittadino viene considerata dall’opposizione un’occasione persa per una richiesta che sarebbe stata più forte una volta sottoscritta all’unanimità del Consiglio comunale della Città martire: “Penso che non sia stato per niente rispettoso, per noi altri amministratori, nonché capigruppo, e neppure per tutta la cittadinanza di Cassino, firmare un appello, che riguarda un tema così cruciale, senza neppure interpellarci – ha annotato Silvestro Petrarcone, capogruppo di Fratelli d’Italia -. A questo punto la vedo solo come una speculazione politica, che nulla ha a che fare con l’interesse del territorio. Una lettera indirizzata alle istituzioni che rappresenta l’intera amministrazione comunale dovrebbe essere firmata a nome di tutti”.

Insomma – secondo la minoranza – un’iniziativa così importante – essendo indirizzata ad un ministro della Repubblica – dovrebbe rappresentare l’intera amministrazione comunale e dovrebbe essere firmata a nome di tutti, dal sindaco e con la dicitura “per l’Amministrazione Comunale” o formula simile che specifichi che la lettera rappresenta l’ente nella sua interezza. Ma sono formalità. Forse anche no.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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