Vulvodinia, colpisce il 16% delle donne ma la diagnosi è ancora difficile: come riconoscerla

In occasione della Giornata internazionale della Vulvodinia, è possibile richiedere un consulto gratuito con l'ostetrica

In occasione della Giornata Internazionale della Vulvodinia, che quest’anno ricorre l’11 novembre, una clinica online per il dolore pelvico-genitale rompe il silenzio su una condizione che colpisce oltre il 16% delle donne italiane e resta ancora largamente ignorata e difficilmente diagnosticata.

La vulvodinia, una malattia diagnosticata tardivamente

“La vulvodinia- spiegano dalla clinica Hale– è una condizione che si manifesta con dolore cronico, bruciore, fastidio o irritazione nella vulva, e non ha una causa ben definita. Incide in modo significativo sulla qualità della vita, limitando o addirittura impedendo gesti quotidiani come stare sedute, camminare, praticare attività fisica, indossare indumenti attillati o avere rapporti sessuali. Nonostante l’elevata incidenza, molte pazienti lottano per ricevere una diagnosi corretta e tempestiva e si ritrovano spesso sole ad affrontare una condizione che rimane invisibile agli esami clinici tradizionali, confusa con altre patologie e poco compresa da molte figure medico-sanitarie”.

E ancora: “Per questo il ritardo diagnostico medio di questa condizione, purtroppo sconosciuta ad almeno metà dei professionisti, è di circa 5 anni. Per combattere il difficoltoso accesso alle cure per questa e molte altre patologie di dolore pelvico genitale cronico, la clinica online di Hale ogni giorno mette a disposizione sulla sua piattaforma un team multidisciplinare di figure altamente specializzate e un protocollo di anamnesi digitalizzato e rapido, con l’obiettivo finale di ridurre il tempo di diagnosi e di inizio dei trattamenti fino a 30 volte”.

Consulti online gratuiti con ostetriche specializzate

“In occasione della giornata internazionale della vulvodinia, Hale sottolinea il suo impegno in questo ambito, promuovendo un’iniziativa di supporto concreto che garantisce l’accesso a una diagnosi precoce per condizioni di dolore pelvico genitale cronico: fino al 18 novembre, Hale garantirà il primo consulto online gratuito con ostetriche specializzate a chiunque sospetti di soffrire di vulvodinia. Questo consulto mira a offrire una valutazione iniziale e fornire informazioni dettagliate sui successivi passaggi per raggiungere una diagnosi completa e il giusto approccio terapeutico, favorendo un primo approccio tempestivo e mirato alla malattia”.

“Un supporto concreto per chi ha sintomi”

“La vulvodinia può influire profondamente sulla vita di una donna e su chi le sta accanto, mettendo in discussione la quotidianità e le relazioni personali,- dichiara il dott. Luca Bello, ginecologo specializzato in disfunzioni sessuali e infezioni sessualmente trasmissibili (IST) e Responsabile Clinico di Hale.- Le persone che incontro si sentono spesso sole e sfiduciate dai numerosi trattamenti inefficaci e dalle diagnosi errate. Rivolgersi a personale specializzato ostetrico e medico per una valutazione completa è il primo passo per stare meglio”.
“La nostra iniziativa- aggiunge Gaia Salizzoni, co-founder di Hale, – oltre a offrire un supporto concreto a chi soffre dei sintomi di vulvodinia, mira a sensibilizzare non solo le pazienti, ma anche le loro famiglie, i datori di lavoro e la comunità sanitaria, promuovendo una formazione medica più approfondita e una comunicazione aperta e di supporto su una condizione spesso ignorata, attraverso il racconto di storie di pazienti reali che ogni giorno convivono con questa condizione”.

Come prenotare il consulto gratuito

“Per prenotare il consulto online gratuito con un’ostetrica specializzata di Hale, basterà visitare il
sito dedicato www.gethale.it/vulvodinia-day, acquistare il servizio di “Anamnesi e orientamento”
inserendo in fase di pagamento il codice VULVODINIADAY. Questo darà automaticamente diritto ad accedere alla chiamata gratuitamente. Una volta effettuato l’acquisto, sarà possibile procedere alla prenotazione della chiamata scegliendo la data e l’orario che si preferiscono”, conclude la clinica. – Fonte Agenzia DIRE www.dire.it

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