Frosinone, un mini riassetto che non scioglie i nodi sulla seconda parte della consiliatura

Il tema del numero legale a rischio in Consiglio resta di stretta attualità. Max Tagliaferri tiene il punto, l'opposizione tende la mano

La mossa del sindaco Riccardo Mastrangeli sa di semplice consolidamento della coalizione residua. Ma non c’è niente di risolutivo in questo passaggio per la fase che ci porterà alla conclusione della legislatura. Anzi, sembra dare ad intendere che potrebbe svilupparsi una mossa ben più invasiva. Il mini riassetto – come già riferito – riguarda la prevista sostituzione dell’ex sindaco Paolo Fanelli in giunta con la meloniana filo Fabio Tagliaferri, Alessia Turriziani, il rafforzamento delle deleghe di Angelo Retrosi, che si vede attribuire l’impiantistica sportiva, e l’attribuzione di deleghe ai consiglieri Franco Carfagna (sport); Marco Ferrara (ufficio Europa); Dino Iannarilli (rapporti con l’Accademia di Belle Arti); Sergio Verrelli (personale) e Claudio Caparrelli (patrimonio). Per Andrea Turriziani (Università) c’è stato un rinvio. Alessia Turriziani, peraltro, era in predicato di entrare in esecutivo sin dalle fasi della formazione dell’esecutivo Mastrangeli. Quindi l’operazione sembra voler sistemare le cose in casa FdI, come pure per lista Scaccia e area Ottaviani. Ma non risolve nessuna delle questioni aperte e note. Per restare a Fratelli d’Italia, paiono essere rimaste disattese le richieste di Sergio Crescenzi che non ha mai fatto mistero di voler puntare ad un assessorato. Questa dell’uscita di scena di Fanelli poteva essere l’occasione buona ma non è stato così. Difficile, poi, capire se il Polo Civico con Caparrelli sia entrato davvero in maggioranza per ottenere la modesta delega da consigliere incaricato di seguire il patrimonio. Cosa che pare quanto meno improbabile ma, per ora, tant’è. Restano irremovibili le obiezioni del presidente del Consiglio comunale, Max Tagliaferri che s’è sistemato sulla sponda del fiume e non cambia opinione su due questioni per lui nodali: 1) l’esecutivo attuale va azzerato e ne va varato uno nuovo, capace di dare un “colpo di reni” per il secondo arco della consiliatura; 2) c’è una maggioranza da ricostruire e non può che essere quella che a giungo del 2022 portò il centrodestra alla vittoria: quindi gli 8 dissidenti, tra forzisti, ex lista Mastrangeli, ex lista Ottaviani e Gruppo Futura, devono essere recuperati. L’identità del centrodestra va preservata.

Il patto programmatico resta in agenda, presto la seconda riunione

Ora la questione di fondo attiene ai numeri in Consiglio comunale. Il sindaco non dispone più di un quorum strutturale capace di assicurare la validità della seduta anche in prima convocazione. Può pensare di farcela col quorum funzionale ai fini della validità delle deliberazioni, ma questo è un passaggio successivo che il venir meno della prima condizione può mettere seriamente a repentaglio. Per recuperare tranquillità – non volendo mettere in campo il riassorbimento dei dissidenti – non gli bastano neppure i nuovi ingressi di Caparrelli e Andrea Turriziani. Deve portare avanti l’operazione – a cui abbiamo accennato su queste pagine in un precedente servizio a proposito di una prima riunione operativa sull’argomento – che si propone la realizzazione del “patto di fine consiliatura”. Un accordo cioè che, superando gli schieramenti partitici, possa coinvolgere anche lista Marzi, dem e, perché no, il consigliere socialista. Dalle parti dell’opposizione non manca la volontà di aiutare Mastrangeli a concludere la legislatura completando il piano di interventi e scaricando sulla città gli ingenti investimenti che rischierebbero in parte la perenzione, in caso di fallimento anticipato. Ma servono presupposti politici chiari. A partire proprio dalla dichiarazione di superamento della coalizione di centrodestra uscita dalle urne e dalla formazione di una maggioranza ampia e di scopo, fondata su base esclusivamente programmatica. È un passaggio difficile e comunque legato alle scelte di Fratelli d’Italia non meno che a quelle dello stesso primo cittadino. Ma se la prospettiva fosse davvero confermata, il mini riassetto potrebbe avere il senso di un preventivo consolidamento della maggioranza, in maniera assoluta, sostanziale e non solo formale, per fornire la pietra d’angolo alla coalizione ampia e trasversale che arriverà. Intanto l’opposizione che sta seguendo l’ipotesi di patto tornerà a riunirsi nelle prossime ore.

Non manca chi fa balenare il pensiero debole del “tirare a campare”

Non manca tra i consiglieri chi fa analisi disincantate su quel che sta accadendo: “Il sindaco – dice un esponente del centrodestra – in questo momento non ha risolto il problema di fondo dei numeri mancanti ma sta semplicemente facendo vedere che sta facendo qualcosa. Per essere espliciti solo una forte cura dimagrante dei gruppi Scaccia e Ottaviani può lasciare spazi in giunta per un’intesa ampia”. Oppure c’è chi giura che non cambierà nulla. Un altro degli eletti scommette: “Mastrangeli si tiene i numeri che ha e accetta di restare esposto alle pressioni di Fabio Tagliaferri, Antonio Scaccia, Gianfranco Pizzutelli, Andrea Turriziani. Senza contare che Domenico Marzi non dovrà fargli mancare il numero legale”.

Scenario di una stancante lotta per sopravvivere a Palazzo Munari. Ma difficilmente Mastrangeli accetterebbe alti livelli di stress. Sa bene per professione che rendono solo contagiosi i “mal di pancia”. Spesso fatali in politica.

- Pubblicità -
Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Pd Cassino, il congresso elegge Lorenzo Vita alla segreteria e Fernando Cardarelli alla presidenza

Succedono a Romeo Fionda e Sergio Marandola. L'assemblea ha eletto anche due vicesegretari: Walter Bianchi e Francesco Torrice

Discarica di Cerreto, la carica dei 500 a Pontecorvo: in fila per firmare la petizione Ue contro la riapertura

Il successo dei banchetti alla Villetta trasforma la protesta per la sottoscrizione in una vera e propria sollevazione: no ai piani regionali

Comune di Frosinone, Ferrara: “Cirillo e Venturi hanno creato il problema e ora se ne lamentano col prefetto”

Il presidente facente funzioni del Consiglio comunale replica all'esposto che chiede lo scioglimento dell'assise: "Nessuna paralisi"

Consorzi di Bonifica: confronto tra il nuovo presidente di Anbi Lazio, Conti e l’assessore Righini

Lino Conti, nell’occasione accompagnato dal Direttore di ANBI Lazio, Andrea Renna, ha ringraziato Righini. Risorse garantite dalla Regione

Alatri, affidati i lavori per la messa in sicurezza di via Campo le Fraschette: l’annuncio di Dell’Uomo

Dopo le polemiche, il Comune annuncia l’avvio dell’intervento. Il Delegato alla Manutenzione: “I problemi si risolvono con il lavoro”

Ceccano – La Notte Verde sfida anche la pioggia: acqua, agricoltura e ambiente per il futuro del territorio

Dal ruolo dei Consorzi di bonifica all’acqua come risorsa e attrattore turistico, fino al confronto sul vero ambientalismo europeo
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -