La poesia come strumento di pace: il messaggio di Marika Iannetta con ‘Sotto la superficie’

San Giorgio a Liri - L'opera della giovane scrittrice presentata al pubblico tra applausi e momenti di grande commozione

Si è svolta presso la Sala Conferenze del Centro Polifunzionale ‘Livatino’, la presentazione della raccolta poetica “Sotto la Superficie” di Marika Iannetta. L’evento, introdotto dal Presidente dell’Associazione Agorà, Emiliano Pelagalli, e aperto dai saluti istituzionali del Sindaco di San Giorgio a Liri, Francesco Lavalle, e dell’Assessore alla Cultura, Achille Migliorelli, ha offerto al pubblico un’occasione unica per immergersi nella profondità delle parole dell’autrice. Marika Iannetta, nel corso della serata, ha presentato la sua opera, condividendo con il pubblico le riflessioni che l’hanno guidata nella scrittura.

“Immagino che chiunque, prima o poi, abbia sentito la necessità di scrivere versi. Lo scrittore Primo Levi, nella sua raccolta di poesia ‘Ad ora incerta’ dice che la materia poetica è addirittura inscritta nel nostro patrimonio genetico. Per cui, è una forma d’espressione naturalmente radicata nel nostro essere. Ma può una sostanza così labile, sfuggente, cambiare davvero il mondo? I poeti esistono da sempre. In molti hanno scandagliato le voragini della vita, del tempo, della storia e i suoi tumultuosi ricorsi. Nonostante le innumerevoli parole d’amore e luce trasmesse negli anni, continua a imperversare il male, declinato in guerre di conquista che stanno infestando indistintamente sia l’Oriente che l’Occidente. E come può la scrittura in versi arginare tutto questo? Credo che la poesia, pur se intangibile, possa migliorare lo stato delle cose nella misura in cui la si consideri uno strumento tramite cui posare gli occhi sul mondo con gratitudine. La poesia è quel canale privilegiato tramite cui restare in contatto vivo con gli elementi che compongono la realtà. In questo rapporto di connessione, conta accorgersi dei frammenti ‘banali’ del mondo, del valore delle piccole cose, di quelle ‘buone cose di pessimo gusto’ che hanno un’anima che aspetta solo di essere scovata. La poesia, dunque, nella sua condizione effimera, più che migliorare il mondo può migliorare noi, soggetti pensanti, che, questo mondo, lo guardiamo e attraversiamo.”

Un messaggio profondo, che invita a riflettere sul potere della poesia come strumento di conoscenza e di connessione con il mondo circostante. “Fare poesia, per me, significa riscoprirci umani, fragili, connessi con un irrefrenabile desiderio di infinito”, ha aggiunto l’autrice. “Quello che mi colpisce e che mi spinge, ogni volta, a scrivere è lo stupore e la meraviglia – quella gioia fanciullina di pascoliana memoria – che provo di fronte alle semplici, naturali, occasioni di vita quotidiana che costellano la realtà circostante”.

La presentazione è stata arricchita dagli interventi di Asia Vaudo, scrittrice e poetessa, e di Rocco Di Mambro, dottore in Lettere, che hanno offerto interessanti spunti di riflessione sull’opera di Marika Iannetta e sul ruolo della poesia nella società contemporanea.

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