Educazione sessuale a scuola? ‘No’ per 8 italiani su 10: “Subito una legge anti-gender”

È l'ultimatum al governo dell'associazione Pro Vita e Famiglia che, sulla spinta trumpiana, lancia la campagna "Mio figlio no"

Subito una legge per aiutare i bambini “vittime dell’ideologia gender nelle scuole”. Per il Governo Meloni “il tempo è scaduto”. È l’ultimatum di Pro Vita e Famiglia, che chiede all’esecutivo di “essere coerente” con i punti del programma di centrodestra e di “intervenire sul piano legislativo e in maniera risolutiva contro la propaganda gender e il diritto alla priorità educativa dei genitori”: a parlare è il portavoce dell’associazione, Jacopo Coghe, che in una conferenza stampa all’Hotel Nazionale di Roma, in piazza di Montecitorio, ha sottolineato, “da papà di sei bambini, il dovere e la responsabilità morale da parte del Governo, che deve rispondere alla propria base elettorale”, ricordando dichiarazioni e post di Giorgia Meloni e Matteo Salvini durante gli anni a sostegno delle campagne di Pro Vita.

Genitori pronti alla mobilitazione con “Mio figlio no”

“Se la maggioranza di centrodestra non ci ascolterà, siamo pronti a scendere in piazza: da oggi parte una mobilitazione nazionale, con la campagna ‘Mio figlio no’, per denunciare tutti i casi di propaganda gender”, la ‘promessa’ di Coghe, che sottolinea come i Pro Vita siano “disposti a sedersi al tavolo con tutti i partiti per elaborare insieme una legge che tuteli la libertà”.

La ricerca: per quasi 8 italiani su 10 l’educazione sessuo-affettiva è priorità delle famiglie, non della scuola

A supporto della richiesta, l’associazione ha presentato un sondaggio condotto dall’Istituto Noto, illustrato dal direttore Antonio Noto, secondo cui per il 76% degli italiani l’educazione sessuo-affettiva è una responsabilità dei genitori, con solo il 14% a indicarne la priorità alla scuola. Secondo Coghe, “c’è una strategia all’interno della scuola per influenzare e inculcare nelle nuove generazioni una visione distorta della sessualità e della natura umana. Dal 2013 lo abbiamo denunciato con tutti i Governi che si sono succeduti, ma l’unica eccezione è stato il ministro Bussetti con una circolare per il consenso informato preventivo. Purtroppo è stata solo una circolare, e tutti gli altri Governi che si sono succeduti non intervenire sul piano legislativo e in maniera risolutiva contro la propaganda gender e il diritto alla priorità educativa dei genitori mai affrontato seriamente il problema o hanno addirittura operato per il suo aggravamento”.

“Con Trump sta cambiando qualcosa”

Oggi, però, “al Governo ci sono forze che all’opposizione condividevano le nostre battaglie contro la propaganda di genere e il diritto alla priorità educativa dei genitori, quindi aspettiamo un intervento risolutivo sul tema. La vittoria di Trump e i primi ordini esecutivi contro l’ideologia gender, la transizione nei minori, i trans nelle categorie femminili degli sport e lo stop ai bloccanti della pubertà, così come i passi indietro che vediamo anche in Europa e in tanti altri Paesi, ci mostrano che qualcosa sta cambiando, che possiamo fermarci prima arrivare a quel punto”.

“Fuori dalla scuola la propaganda transgender”

Il portavoce di Pro Vita e Famiglia ha raccontato che “più volte abbiamo ricevuto rassicurazioni da Valditara, ma le scuole italiane continuano a essere terreno di conquista dell’ideologia gender, della carriera alias e dei progetti lgbt che si moltiplicano. È il momento di un intervento serio, efficace e definitivo: ci appelliamo a Governo e Parlamento per una legge che confermi la priorità educativa dei genitori e tuteli la libertà di coscienza dei nostri bambini. La Costituzione può fare da guida, non è più possibile che vengano promosse nelle scuole la fluidità o la transizione di genere: ce lo chiede il buonsenso, ce lo chiedono i genitori, le famiglie e la coerenza dei partiti che hanno fatto della lotta all’ideologia gender il pilastro dei loro programmi”. – Fonte Agenzia Dire www.dire.it –

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l’intento di offrire al territorio “Una voce oltre la notizia”. Nasce dall’esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti…

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Affido condiviso dei figli…ma solo sulla carta: la triste testimonianza di un papà separato

Sora - Tradito e lasciato dalla moglie, il papà disperato ora vede pregiudicare il suo rapporto con i figli, ancora troppo piccoli per capire

Blue economy e distretto nautico del Lazio, da Gaeta la sfida della Camera di Commercio per il futuro del mare

Conferenza Nazionale: presentato il Rapporto “Valorizzazione e sviluppo del comparto nautico e portuale del Lazio”

Sora – “Borsa di studio Edoardo Abbate”, omaggio al giovane: domani la cerimonia di premiazione

La borsa di studio nasce dalla volontà della famiglia Abbate di ricordare Edoardo, prematuramente scomparso il 14 luglio 2012

Frosinone in Serie A, festa giallazzurra con i tifosi da Occhiali in Cantiere: ospiti Calò e Bracaglia

Diretta di Radio Radio, gadget ufficiali, buffet e una speciale promozione per celebrare il ritorno dei giallazzurri nella massima serie

Fine vita nel Lazio: 5.000 firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”

L’obiettivo resta quello di raggiungere 10.000 firme entro sei mesi, per chiedere anche nel Lazio quanto già ottenuto in Toscana e Sardegna

Isola del Liri su Rai 1, partite le riprese del nuovo spazio tv “La scuola dopo le lezioni”

Il servizio dedicato al territorio sarà trasmesso su Rai 1, all’interno della nuova stagione di “Uno Mattina in Famiglia”
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -