La sclerosi multipla cambia volto grazie ai big data, anticipare la diagnosi e combattere la malattia

A Roma il congresso dell'Aism e della sua fondazione (Fism): nuovi risultati raggiunti dalla ricerca e progressi per la cura

La rivoluzione digitale sta cambiando il volto della medicina, e la sclerosi multipla è uno degli ambiti in cui questo cambiamento si fa più evidente. Grazie all’integrazione di dati clinici, genetici, di risonanza magnetica e delle misure riportate direttamente dai pazienti attraverso piattaforme digitali, e all’analisi di queste informazioni tramite software di Intelligenza Artificiale, sarà possibile ripensare profondamente la prevenzione e la cura della malattia. Una visione che si inserisce in un approccio più ampio alla salute del cervello e che sarà protagonista del congresso annuale dell’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) e della sua Fondazione (Fism), in corso a Roma. L’appuntamento mette al centro i risultati finora raggiunti, i progetti internazionali più innovativi e le nuove ricerche che puntano a sfruttare i Big Data a favore delle persone con SM.

Baranzini: “FISM pioniera nella raccolta di dati per la ricerca”

L’intelligenza artificiale è sicuramente uno degli strumenti chiave per promuovere questo cambio di paradigma, come spiegherà Sergio Baranzini, professore di Neurologia presso l’Università della California di San Francisco, nella sua lettura magistrale il primo giorno del Congresso. L’esperto internazionale nell’uso dei Big Data in neurologia ha deciso di collaborare con chi in Italia da anni ha promosso la raccolta di dati: “Fism è stata una pioniera nella raccolta di dati per la ricerca– sottolinea Baranzini- e ha avuto una visione lungimirante con l’istituzione del Registro di malattia. Ecco perché abbiamo deciso di collaborare a diversi livelli con Aism e la sua Fondazione”. I modelli di raccolta e analisi dati sviluppati negli Usa saranno applicati a quelli contenuti nei database italiani con l’obiettivo di sviluppare software in grado di identificare l’evoluzione della malattia in maniera specifica per ogni singola persona.

Zaratin: “Una scienza che unisce dati provenienza diversa”

Il tipo tradizionale di analisi dei dati che modella la SM e patologie correlate in base a stadi discreti della malattia deve essere sostituito da modelli in grado di valutare il decorso temporale della malattia: un modello che fotografi l’insorgenza biologica della malattia e i sintomi nascosti. In questo nuovo modello, i dati generati dalle persone che vivono con la malattia sono fondamentali per definire le diverse espressioni cliniche della malattia. “Una scienza che unisce dati di provenienza diversa– spiega il direttore scientifico Aism-Fism, Paola Zaratin– è una scienza della collaborazione tra diversi attori, per prime le persone che vivono con la malattia e i loro caregiver. I dati generati dai pazienti sono indicatori di impatto di un rinnovato valore della salute e devono contribuire allo sviluppo di nuovi descrittori clinicamente significativi per le persone con SM, anche come criteri per l’accesso ai trattamenti”.

Visione lungimirante e collaborazioni internazionali

La rivoluzione dei Big Data è tanto più significativa alla luce dei nuovi criteri diagnostici per la SM, che spingono verso la descrizione della malattia come un processo continuo e stabiliscono indicatori per una diagnosi sempre più precoce, sulla base dell’integrazione dei dati biologici e funzionali. “L’obiettivo di anticipare la diagnosi così come la progressione della malattia– evidenzia il presidente Fism, Mario Alberto Battaglia– deve guidare la ricerca e l’advocacy nella SM. Aism e la sua Fondazione hanno fatto scuola da questo punto di vista, grazie a una visione lungimirante e a collaborazioni internazionali che stanno tracciando la strada per una revisione globale del percorso di malattia”. Anticipare la diagnosi significa anche poter agire prima con interventi di riabilitazione e contrastare più efficacemente l’azione della malattia sia nell’adulto che nell’età pediatrica. “Oggi dobbiamo ampliare il nostro approccio e muoverci per anticipare sempre di più l’intervento di riabilitazione che può essere considerata come una terapia modificante la malattia in senso lato- interviene Jaume Sastre Garriga, vicedirettore del Centro Sclerosi Multipla della Catalogna (Cemcat), anche lui ospite del congresso- perché migliora i processi interni al sistema nervoso, rendendolo più resistente al danno provocato dalla malattia”.

Clinical and imaging data resource promossa

È nell’ambito di questo impegno che nasce anche la Clinical and Imaging Data Resource promossa dalla Progressive MS Alliance, di cui Aism con la sua Fondazione è un membro fondatore e nel managing board. Questa piattaforma fornirà ai ricercatori di tutto il mondo l’accesso a dati anonimizzati da 16 studi clinici di fase III, inclusi circa 15mila soggetti individuali (inclusi dati clinici da circa 223mila visite e dati di neuroimaging – RMI – da altre circa 57mila visite). “Ci aspettiamo- le parole del direttore scientifico Aism-Fism e membro della Industry Forum, Paola Zaratin– che ricercatori di tutto il mondo analizzino questi dati in modo innovativo per monitorare o prevedere meglio la progressione della malattia e probabilmente aiuterà anche le aziende a ottenere risultati più rapidi e accurati dagli studi clinici”. – Fonte Agenzia DIRE – www.dire.it

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