Sora – Affresco nel parco Santa Chiara, al via il restauro della Vergine Immacolata sopravvissuta al terremoto

Unica struttura sopravvissuta all’antico complesso monastico delle Clarisse, distrutto dal terremoto del 1915

Sono iniziati lunedì 21 luglio i lavori di restauro dell’affresco raffigurante la Vergine Immacolata, collocato all’interno della Cappella del Parco Santa Chiara a Sora, unica struttura sopravvissuta all’antico complesso monastico delle Clarisse, distrutto dal terremoto del 1915.

L’affresco, realizzato su intonaco e attribuito con buona probabilità al pittore e decoratore Aristodemo Giacchetti (Roma, 1879 – Sora, 1967), rappresenta una significativa espressione della devozione mariana diffusa nel territorio sorano tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento. L’opera si presenta oggi in stato di grave degrado, con estesi distacchi della pellicola pittorica, infiltrazioni e ampie lacune, ed è oggetto di un accurato intervento conservativo approvato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina.

Il progetto è stato redatto dal dott. ing. Corrado Ferracci, restauratore abilitato, che eseguirà l’intervento con la collaborazione dell’aiuto restauratrice Francesca Notari, con il supporto tecnico-logistico dell’impresa esecutrice Cominio S.r.l., diretta dall’arch. Rocco Moscone. Il cantiere sarà condotto sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, nelle persone delle funzionarie storiche dell’arte dott.sse Ilenia Bove e Chiara Arrighi.

Il restauro finanziato da una famiglia di benefattori

Il restauro sarà interamente finanziato da una famiglia di benefattori sorani, che ha scelto di rimanere anonima, attraverso un gesto di autentico mecenatismo reso possibile dallo strumento dell’Art Bonus, che consente ai cittadini di contribuire alla tutela del patrimonio culturale godendo di significative agevolazioni fiscali. Per l’Art Bonus si ringrazia la dott.ssa Valeria Palleschi, che ha curato il procedimento.

“Ho fortemente voluto questo intervento e ne ho seguito ogni passaggio, dal primo sopralluogo alla definizione del progetto esecutivo. Il restauro dell’Immacolata è un atto d’amore per un luogo della memoria cittadina, ma anche un esempio concreto di sinergia tra istituzioni e privati. Un ringraziamento sentito va alla Soprintendenza, alla famiglia benefattrice, all’Assessore Francesco De Gasperis, all’Ufficio Patrimonio del Comune di Sora. Desidero inoltre ringraziare con particolare affetto il giovane Antonio Tanzilli, che in questi anni ha avuto cura della cappella, contribuendo con generosità e senso civico al suo ordine, decoro e alla sua fruibilità”, ha dichiarato la Consigliera delegata ai Servizi Culturali, Manuela Cerqua.

L’Assessore al Patrimonio e Manutenzioni, Francesco De Gasperis, ha aggiunto: “Restituire decoro e dignità a uno spazio pubblico che conserva la memoria religiosa e sociale della nostra città è un gesto importante, che va oltre il semplice restauro: è un atto di cura verso la nostra identità collettiva. Questo intervento, tanto atteso quanto necessario, dimostra quanto sia fondamentale il lavoro in sinergia tra istituzioni, professionisti del settore e cittadini sensibili e generosi. Un ringraziamento doveroso va alla famiglia benefattrice per il prezioso gesto di mecenatismo, alla Soprintendenza per la competenza e l’attenzione, e al personale dell’Ufficio Patrimonio del Comune di Sora, che ha accompagnato con dedizione tutte le fasi di questa complessa procedura. Continueremo a impegnarci affinché ogni spazio della città torni a risplendere del valore che merita”.

Il Sindaco di Sora, Luca Di Stefano, ha commentato: “Questo intervento è un esempio virtuoso di ciò che accade quando cittadini, istituzioni e competenze professionali si mettono in ascolto della storia e del territorio. Il restauro dell’Immacolata non è solo un recupero materiale, ma un’azione di alto valore simbolico e culturale: significa dare nuova vita a un luogo che appartiene alla memoria affettiva della città, ai suoi riti e alla sua identità. A nome dell’intera città, ringrazio la famiglia che ha voluto donare con discrezione, la Soprintendenza, il team dei restauratori, e tutti gli uffici comunali coinvolti per l’impegno e la professionalità”.

I lavori si concluderanno entro l’autunno 2025, restituendo alla città un importante bene artistico e identitario, oggi fragile ma carico di memoria e devozione.

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