“Post-holiday blues”, cos’è l’ansia da rientro al lavoro: le strategie per tornare alla routine senza stress

Stanchezza, insonnia, irritabilità, calo di concentrazione: sono i sintomi più comuni della cosiddetta sindrome da rientro

Ultimi giorni di ferie per milioni di italiani e, finite le vacanze, per molti arriva il momento più difficile: rientrare al lavoro e riprendere la routine quotidiana. Stanchezza, insonnia, irritabilità, calo di concentrazione: sono i sintomi più comuni della cosiddetta sindrome da rientro, nota anche come post-holiday blues.

Perché succede

Durante le ferie i ritmi biologici cambiano: si dorme di più, si riducono le tensioni lavorative, si trascorre più tempo all’aperto e con gli affetti. Tornare improvvisamente a orari rigidi e responsabilità può generare uno squilibrio, vissuto dal corpo e dalla mente come una fonte di stress.

I segnali da non sottovalutare sono: difficoltà a riposare bene la notte; ansia e nervosismo prima di tornare in ufficio; calo dell’attenzione e della motivazione; sensazione di malinconia o svogliatezza.

Questi sintomi sono di solito transitori e tendono a scomparire nel giro di pochi giorni, ma possono diventare più intensi in chi già soffre di stress cronico o disturbi d’ansia.

Come gestire il rientro

Gli psicologi consigliano alcuni accorgimenti utili:
• Rientrare gradualmente: se possibile, tornare dalle vacanze con un paio di giorni di anticipo per riadattarsi ai ritmi quotidiani.
• Non strafare subito: organizzare il lavoro partendo dalle priorità e concedendosi pause.
• Mantenere spazi di benessere: attività fisica, passeggiate, hobby e momenti di socialità aiutano a mantenere l’umore stabile.
• Curare il sonno: andare a letto e svegliarsi a orari regolari favorisce il recupero delle energie.
• Portare l’estate con sé: continuare a fare attività piacevoli sperimentate in vacanza (lettura, sport, cucina) aiuta a vivere meglio la routine.

Quando chiedere aiuto

Se l’ansia da rientro non passa dopo un paio di settimane e i sintomi diventano invalidanti, è bene rivolgersi a un professionista per valutare eventuali strategie di supporto psicologico.

Il ritorno al lavoro, insomma, non deve essere visto come una “condanna”: con piccoli accorgimenti può trasformarsi in un’occasione per ristabilire nuove abitudini e prendersi cura del proprio benessere.

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