Fibromi uterini, l’innovativo intervento UFE eseguito allo Spaziani: la rinascita di una paziente

Intervento eseguito in ASL Frosinone da una delle équipe più giovani e dinamiche del Lazio e dell’Italia con una età fra i 30 e i 40 anni

Sanguinamenti copiosi, dolore e affaticamento rendevano ogni giorno tutto più difficile. Per anni una donna ha vissuto con la fibromiomatosi uterina sintomatica, una condizione che gravava sulla sua vita quotidiana. Ma allo Spaziani di Frosinone ha trovato la soluzione a  un problema che comprometteva la qualità di vita.

Si chiama UFE ed è una procedura mini invasiva e alternativa alla chirurgia tradizionale, in grado di preservare l’utero devascolarizzando il fibroma con l’obiettivo di eliminare sintomi compressivi e sanguinamento.

Una procedura di Embolizzazione di Fibroma Uterino (UFE) è stata quindi recentemente eseguita dalla Radiologia Interventistica dell’ASL Frosinone all’Ospedale Spaziani, nella Regione Lazio, su una paziente 48enne delle Marche.

La donna era affetta da fibromiomatosi uterina sintomatica, condizione ginecologica caratterizzata dalla presenza di fibromi (tumori benigni) all’interno o sulla parete dell’utero, il più grande dei quali in questo caso misurava circa 7 cm, che causano una serie di fastidiosi e debilitanti sintomi. La donna si era rivolta all’ASL di Frosinone con l’obiettivo di preservare l’utero e superare lo stato di anemia cronica causato dai gravi e ripetuti episodi di menometrorragia.

L’approccio utilizzato, infatti, garantisce la riduzione dell’invasività dell’intervento e un recupero post operatorio rapido riuscendo a preservare l’utero e offrendo la possibilità, per le pazienti che lo desiderano, di avere una gravidanza futura.

L’intervento è stato eseguito in anestesia locoregionale inguinale con una continua infusione di antidolorifici mediante pompa elastomerica. Si è proceduto utilizzando delle particelle embolizzanti in nanometri veicolate nelle arterie uterine: in questo modo si devascolarizza il fibroma e si preserva la vascolarizzazione del restante tessuto uterino.

La paziente, dopo sole 24 ore di riposo supino, è tornata a muoversi senza complicazioni e con un ottimo controllo del fisiologico dolore post-operatorio. Un risultato ottenuto grazie alla fine collaborazione fra la Radiologia Interventistica e la Chirurgia della Ginecologia che ha permesso di garantire un decorso regolare del ricovero.

L’intervento è stato eseguito dal dr. Federico Romeo Fraioli, coadiuvato dal dr. Andrea Wlderk, coordinatore della Radiologia Interventistica, che oggi guida una delle équipe più giovani e dinamiche d’Italia, composta da professionisti con un’età media tra i 30 e i 40 anni. Una squadra che, nonostante la giovane età, vanta una formazione e un’esperienza di altissimo livello in grado di affrontare con successo le sfide più complesse della Radiologia e Neuoradiologia Interventistica, unendo innovazione tecnologica e approccio umano, con attenzione alle esigenze dei pazienti.

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