Minaccia il suicidio e fa perdere le sue tracce, rintracciato a Frosinone dalla polizia: il lieto fine

Un intervento provvidenziale che si inserisce in un contesto segnato da un aumento di suicidi e tentati suicidi in tutto il basso Lazio

Sabato scorso, la Polizia di Stato di Frosinone ha rintracciato un uomo che aveva manifestato intenti suicidi, permettendo di evitare una nuova tragedia. L’allarme era scattato dopo l’inserimento della nota di ricerca nella banca dati delle Forze di Polizia. Fondamentale il lavoro congiunto degli agenti del Commissariato di Fondi – città dalla quale l’uomo si era allontanato -, che hanno monitorato la posizione dello stesso tramite il gps del suo cellulare, individuandolo sul territorio frusinate.

La sala operativa della Questura di Frosinone ha quindi diramato l’allerta alle Volanti che, agli ordini del Dirigente Gianluca di Trocchio, hanno intercettato l’uomo in un noto bar nella parte bassa del capoluogo, poco distante dal casello dell’A1. Qui, con grande tatto e professionalità, gli agenti sono riusciti a guadagnare la fiducia dell’uomo, convincendolo a farsi aiutare e affidandolo infine alle cure dei sanitari.

Un epilogo positivo che, tuttavia, arriva in un momento delicatissimo per l’intero territorio. Negli ultimi mesi la Ciociaria è stata scossa da una serie di suicidi e tentati suicidi che hanno acceso i riflettori sul disagio profondo che attraversa diverse fasce della popolazione.

Il dolore ha oltrepassato i confini provinciali dopo la tragedia che ha coinvolto Paolo Mendico, il giovane quindicenne di Santi Cosma e Damiano la cui scomparsa ha commosso l’Italia intera e aperto un ampio dibattito sulla solitudine, sulla fragilità, sul bullismo e sulla necessità di un sostegno concreto e immediato per chi vive momenti di sofferenza estrema.

Il grande cuore degli agenti

L’intervento della Polizia a Frosinone dimostra quanto il ruolo delle Forze dell’Ordine non si limiti alla repressione dei reati, ma si estenda anche alla tutela della vita e della dignità delle persone. Allo stesso tempo, pone l’accento su un’urgenza sociale: potenziare le reti di ascolto, prevenzione e supporto psicologico per intercettare il disagio prima che sfoci in gesti irreparabili.

Un lieto fine, dunque, che rappresenta una speranza ma anche un campanello d’allarme: dietro ai numeri e ai singoli episodi c’è una comunità intera che chiede strumenti, sensibilità e risposte concrete contro l’emergenza silenziosa dei suicidi.

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