Omicidio Tortolani “Lui era lì e aveva gettato il coltello”. In aula il racconto dei carabinieri

Il processo riprenderà il 29 ottobre, con la testimonianza attesa di due soccorritori e uno dei testimoni oculari

Un’altra pagina del processo per l’omicidio di Armando Tortolani, l’uomo di 41 anni ucciso a coltellate a Villa Latina, si è scritta ieri, nell’aula della Corte d’Assise. Seduto al banco degli imputati, Luca Agostino ha ascoltato in silenzio la ricostruzione dei carabinieri che lo hanno seguito passo dopo passo quella tragica notte del 19 maggio 2024.

A parlare per primo è stato il maresciallo Roberto Sisti, comandante della Stazione di Atina. È lui che, su delega del pubblico ministero Flavio Ricci, ha guidato le indagini fin dalle primissime ore. “Lo abbiamo fermato a bordo della sua Fiat Freemont – ha spiegato – sul sedile c’erano tracce di sangue. Lì è cominciato tutto”.

Poi il racconto si fa più cupo. L’arrivo della notizia della morte di Armando dall’ospedale di Sora, il primo interrogatorio in caserma, il coltello trovato abbandonato tra le sterpaglie, a poca distanza dal luogo del delitto. Ogni dettaglio sembra inchiodare l’imputato, che anche ieri ha mantenuto un’espressione impassibile.

A completare il quadro probatorio è stato il brigadiere Biagio Mancini, in servizio presso a sezione operativa della Compagnia di Cassino. È lui che ha documentato, sequestrato, ricostruito: la scena del crimine, il sangue sull’asfalto, gli abiti della vittima. “Le ferite erano compatibili con l’arma ritrovata”, ha dichiarato.

Intorno, nell’aula, un silenzio che pesa. Il processo riprenderà il 29 ottobre, con la testimonianza attesa di due soccorritori e uno dei testimoni oculari. Un altro tassello verso la verità su quella notte di sangue. I familiari di Armando Tortolani sono difesi dagli avvocati Paolo Marandola, Vittorio Salera e Michelangelo Montesano Cancellara.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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