Infezioni respiratorie acute, incidenza in aumento: 503mila nuovi casi nell’ultima settimana

L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 29 casi per 1.000 assistiti

L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 16 al 23 novembre, è stata pari a 8,96 casi per 1.000 assistiti (vs 7,91 nel bollettino precedente), in aumento rispetto alla settimana precedente come atteso per il periodo. Sono stati stimati circa 503mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 2 milioni e 690mila casi. L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 29 casi per 1.000 assistiti. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi e da quest’anno in forma interattiva.

L’intensità è bassa o al livello basale per tutte le regioni tranne la Sardegna, dove è media. Si ricorda che il cambiamento nella definizione di caso da ILI ad ARI rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni.

Durante la settimana sono stati segnalati, attraverso il portale RespiVirNet, 1.706 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete RespiVirNet. Dalle analisi effettuate 214 (12,5%) sono risultati positivi al virus influenzale. Nell’ambito dei suddetti campioni analizzati, 73 (4,3%) sono risultati positivi per SARS-CoV-2, 22 per VRS e i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori: 232 (13,6%) Rhinovirus, 74 (4,3%) Adenovirus, 39 (2,3%) virus Parainfluenzali, 28 Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, 13 Bocavirus e 1 Metapneumovirus. Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) continua ad essere più elevata rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Mentre, nel flusso ospedaliero la percentuale di virus A(H1N1) pdm09 e A(H3N2) rimane simile sebbene la proporzione degli H3N2 sia in aumento. Ad oggi non è stato segnalato nessun campione positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari.

La nuova definizione di caso

La sorveglianza RespiVirNet presenta importanti novità rispetto alle stagioni precedenti. In particolare, è stata modificata la definizione di caso: non vengono più sorvegliate le sindromi simil-influenzali (ILI), ma le infezioni respiratorie acute (ARI). A partire dalla stagione 2025-2026 nella sorveglianza integrata dei virus respiratori (RespiVirNet) viene adottata la definizione clinica di “infezione respiratoria acuta (ARI-Acute Respiratory Infection)” che, oltre ad essere  omogenea a quella adottata in Europa dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) permette di monitorare più accuratamente i virus respiratori diversi dall’influenza. Da quest’anno la sorveglianza prende quindi in considerazione le ARI (Infezioni respiratorie acute) e non le ILI (Influenza like sindrome, sindromi simil influenzali), una definizione più ampia: le ILI prevedono la coesistenza di un sintomo respiratorio (tosse, mal di gola) con uno sistemico (malessere, dolori muscolari), mentre le ARI si limitano alla coesistenza di uno tra tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria, Coriza (raffreddore, naso che cola).

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