È stato fermato durante un normale servizio di controllo del territorio e, dagli accertamenti successivi, è emerso che non avrebbe mai dovuto trovarsi in Italia. Per questo un cittadino di 42 anni, di origine albanese, è stato arrestato nella mattinata di ieri, 15 gennaio, dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Anagni per violazione della normativa sull’immigrazione.
I militari erano impegnati a Morolo in un servizio mirato alla prevenzione e alla repressione dei reati contro il patrimonio e, in particolare, delle truffe ai danni delle cosiddette fasce deboli della popolazione. Nel corso dell’attività, la loro attenzione è stata attirata da una Mercedes Classe B con a bordo un uomo che, alla vista della pattuglia, ha assunto un atteggiamento sospetto, cercando di allontanarsi in modo furtivo.
Un comportamento che non è passato inosservato. I Carabinieri hanno quindi deciso di intervenire immediatamente, intimando l’alt al veicolo e bloccando il conducente. L’uomo è stato accompagnato presso la caserma di Anagni per le procedure di identificazione e per verificare la sua posizione sul territorio nazionale.
Ed è proprio durante questi controlli più approfonditi che è emersa la sua reale situazione. A carico del 42enne risultava infatti un provvedimento di espulsione con divieto di reingresso in Italia per cinque anni, emesso dalla Prefettura e dalla Questura di Venezia ed eseguito nell’agosto del 2021. Un provvedimento che l’uomo non ha rispettato, facendo rientro nel Paese in violazione delle disposizioni delle autorità.
Alla luce di quanto accertato, i Carabinieri hanno proceduto al suo arresto. Al termine delle formalità di rito, il 42enne è stato accompagnato presso la sua abitazione di Supino, dove è stato posto in regime di arresti domiciliari, come disposto dal sostituto procuratore di turno della Procura della Repubblica di Frosinone, prontamente informato dell’accaduto.
L’uomo comparirà davanti ai giudici del Tribunale di Frosinone per rispondere della violazione della legge sull’immigrazione. L’operazione si inserisce nel più ampio quadro dei controlli costanti messi in campo dall’Arma sul territorio, non solo per contrastare i reati predatori e le truffe, ma anche per garantire il rispetto delle norme e della legalità.