A Isola del Liri c’è un’emergenza che tutti conoscono e che da inizio anno condiziona la vita quotidiana di cittadini e automobilisti: la frana di via Capitino. Una strada strategica, oggi percorribile soltanto a senso unico alternato, con disagi continui e, soprattutto, problemi di sicurezza reali e concreti. Eppure, secondo il gruppo consiliare Isola del Liri Futura, non è su questo tipo di criticità che l’Amministrazione comunale ha deciso di concentrare le proprie risorse.
La scelta politica che sta facendo discutere è quella di investire milioni di euro per trasformare la scuola Mazzini nella nuova caserma dei Carabinieri, accendendo per l’operazione un mutuo trentennale. Una decisione che l’opposizione definisce sbagliata, sia per una questione di priorità sia per l’impatto economico che avrà sulle casse comunali per decenni.
Secondo Isola del Liri Futura, la realizzazione della caserma non rappresenta una competenza primaria del Comune, soprattutto in una fase storica in cui il territorio presenta emergenze strutturali irrisolte. “Nel frattempo, viene fatto notare, la Polizia Locale continua a operare in una sede in affitto, con costi che ogni anno ricadono direttamente sui cittadini. Una situazione che rende ancora più difficile giustificare un investimento così oneroso su un’opera che, politicamente e amministrativamente, non viene considerata prioritaria”.
Il nodo mutuo
Il nodo centrale, però, riguarda i numeri dell’operazione, che sono riportati negli atti ufficiali e che, secondo il gruppo consiliare, delineano un quadro finanziario estremamente critico. “L’investimento complessivo supera i 4,2 milioni di euro. Per sostenerlo, il Comune ha previsto la permuta dell’immobile di via Chiastra, un bene costato alla collettività oltre 2 milioni di euro e che in passato era già stato destinato a ospitare la caserma dei Carabinieri. Lo stesso immobile che, durante la campagna elettorale del 2024, era stato indicato come un’opera da completare”.
“A questo si aggiunge l’accensione di un mutuo trentennale pari a 1.637.040 euro. Negli atti è previsto che, a lavori ultimati, lo Stato riconosca al Comune un canone di locazione annuo di 48.000 euro. Tuttavia, dai piani di ammortamento emerge che il mutuo comporta rate semestrali che, sommate, superano i 98.000 euro annui. Tradotto in modo semplice, l’affitto non coprirebbe nemmeno il costo del mutuo, senza considerare le spese di manutenzione, gestione e gli altri oneri accessori”. – Fanno notare dall’opposizione.
“Il quadro complessivo, sempre secondo i calcoli contenuti nei documenti ufficiali, è ancora più significativo: con questi numeri, per rientrare dell’investimento la comunità isolana impiegherebbe oltre 87 anni, dividendo una spesa di circa 4.216.328 euro per un introito annuo di 48.000 euro”. Un orizzonte temporale che viene giudicato del tutto insostenibile per un ente locale.
C’è poi un altro aspetto che viene considerato particolarmente grave: la scuola Mazzini è uno degli edifici scolastici migliori della città. “Destinarla a un altro uso significa, di fatto, togliere un bene importante alla comunità scolastica isolana, in un momento storico in cui il tema degli spazi e della qualità delle strutture per l’istruzione dovrebbe essere centrale”.
Per tutti questi motivi, il gruppo Isola del Liri Futura chiede con forza all’Amministrazione di fermarsi e di rivalutare questa scelta. La richiesta è quella di rinunciare all’opera e di destinare eventuali nuovi mutui a interventi che servono davvero alla città, a partire dalla messa in sicurezza del territorio e dalla risoluzione definitiva della frana di via Capitino.
“Le risorse pubbliche non sono infinite e scegliere bene oggi significa non far pagare errori per decenni”, è il senso politico dell’appello che arriva dai banchi dell’opposizione. Dai documenti ufficiali, sostengono, emergono criticità economiche e di priorità amministrativa che meritano attenzione e un ripensamento profondo.
In sintesi, dai dati contenuti negli atti: l’investimento complessivo supera i 4,2 milioni di euro; il Comune cede in permuta l’immobile di via Chiastra, costato oltre 2 milioni di euro alla collettività; il mutuo acceso è pari a 1.637.040 euro; il canone di locazione previsto è di 48.000 euro annui, mentre il costo del mutuo supera i 49.000 euro l’anno; con questi numeri, il rientro dell’investimento richiederebbe oltre 87 anni. Numeri che, per l’opposizione, raccontano da soli una scelta che rischia di pesare sulle spalle di Isola del Liri per generazioni.