Nulla si muove e tutto comunque procede: il riassetto della giunta del sindaco Riccardo Mastrangeli resta congelato di fatto agli equilibri attuali, mentre l’azione amministrativa va avanti verso l’appuntamento doppio in Consiglio comunale – prevedibilmente ad inizio febbraio – con l’esame e l’approvazione del Dup (Documento unico di programmazione) e del Bilancio di previsione 2026. La principale situazione irrisolta riguarda ancora la pacificazione del gruppo di Fratelli d’Italia che, solo di recente, ha avviato le ‘prove tecniche di dialogo’ tra la componente del presidente Ales, Fabio Tagliaferri (capogruppo Franco Carfagna e consigliera Francesca Campagiorni), quella dell’onorevole Aldo Mattia (consiglieri Sergio Crescenzi e Marco Ferrara), mentre resta non allineato l’ex sindaco Paolo Fanelli.
L’onorevole Mattia coinvolge anche il dirigente nazionale Donzelli
Dopo l’incontro a Montecitorio tra Mattia, i suoi e il coordinatore Paolo Trancassini, il deputato frusinate nelle scorse ore è tornato a chiedere una svolta unificante per il gruppo consiliare del capoluogo, rivolgendosi anche al responsabile organizzativo nazionale del partito Giovanni Donzelli. Questi ha fatto il punto con Trancassini. Ma è chiaro che ci si trova di fronte ad un bivio e che lo stallo dipende proprio da questo. Ricordiamo che nelle trattative di fine dicembre, Tagliaferri ed i suoi avevano chiesto un assessorato per il Polo Civico (formazione composta dai consiglieri Claudio Caparrelli e Andrea Turriziani e data per molto vicina all’assessore regionale Giancarlo Righini). Ma la richiesta – senza alcuna consultazione interna – aveva sollevato il tema del perché non si fosse piuttosto chiesto il terzo assessorato per i meloniani: sarebbe potuto andare al primo degli eletti, Sergio Crescenzi, che avrebbe portato in esecutivo la componente Mattia.
Tre assessori o restano due? Sfida tra le componenti interne
Discorso che andava ad intrecciarsi con le elezioni provinciali e con un’altra scelta di Tagliaferri e dei suoi senza preventivo coinvolgimento del gruppo consiliare: quella di candidare Franco Carfagna alle provinciali all’insaputa dell’uscente Crescenzi. Ora se FdI rivendicasse il terzo assessorato – cosa tutta da verificare visto che Trancassini pare non concordare sul punto – Crescenzi resterebbe in pole position. Se invece dovessero restare i due assessori attuali, si porrebbe – come si pone – la necessità di sostituire una delle due rappresentanti in giunta di FdI, visto che entrambe sono espressione dell’area del presidente Ales. A quelli che fanno i calcoli poi non sfugge che quanto a voti riportati Geralico (decima nella lista) avrebbe sulla carta meno titoli per stare in esecutivo non solo a confronto di Crescenzi ma anche rispetto a Ferrara.
Ora Dup e Bilancio, poi la corsa verso la campagna elettorale
La decisione di Trancassini di suggerire a Mastrangeli, almeno per il momento, di lasciare per ora le cose come stanno, discende tutta da questa situazione che pare irrisolvibile a Frosinone ma che, col passare del tempo, si sta trasformando anche in una questione sempre più calda pure per il regionale. E’ sempre più evidente come Fratelli d’Italia non ha bussole che segnino la direzione precisa per la fase attuale, ma la cosa più grave è che non sembrano esserci scelte strategiche per la fase del dopo Mastrangeli, per la candidatura a sindaco, per l’individuazione di un programma con idee forti – e alternative rispetto a quelle contestate ad esempio sulla viabilità – per la città. Nel frattempo ovvio che la coppia Mastrangeli/Ottaviani mostri serenità e tranquillità. Peraltro, una volta approvato il Bilancio, la strada verso la nuova tornata elettorale sarebbe davvero in discesa per il sindaco che punta deciso al secondo mandato. Ancora oggi senza sfidanti nel centrodestra.