“Hernica Saxa” e le capitali del mare, il metodo ciociaro e quello pontino e del basso Lazio

Due modi diversi di vivere lo spirito del tempo, due interpretazioni opposte per due film girati uno a colori e l’altro in bianco e nero.

Di qua quattro città si candidano insieme per diventare Capitale della Cultura 2028, di là due città confinanti si contendono il titolo di Capitale del Mare 2026.

Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli, sotto l’insegna di Hernica Saxa, decidono di fare delle loro mura difensive un ponte comune che le dischiuda all’esterno verso il  mondo. Come sapientemente ha riassunto Alessio Porcu, “Non è solo una candidatura, è un metodo condiviso”. Il metodo Ciociaria.

Gaeta e Sperlonga, unite dallo stesso mare, si dividono per un titolo che vissuto in questa maniera offre un altro tipo di scenario, quello di una candidatura divisiva, il metodo pontino.

Di qua una candidatura che si propone di trasformare identità locali in una visione territoriale unitaria, di là una scommessa che vorrebbe tessere il filo del dialogo tra mare e terra, ma che di fatto stende il filo spinato di un confine identitario sorretto dalla più miope delle espressioni della politica locale.

Due modi diversi di vivere lo spirito del tempo, due interpretazioni opposte per due film girati uno a colori e l’altro in bianco e nero.

Un seme che non riesce a generare la pianta

Nessuna esitazione nel dire da che parte stare, quale sia il film da vedere, e quale invece la pagina da cancellare, e in questo moto istintivo a volersi schierare dalla parte che sembra migliore, c’è il seme del superamento delle barriere geografiche e antropologiche che tengono distanti i protagonisti di una storia millenaria che è più bella e interessante nella sua versione unitaria, e che è più bella se vissuta insieme. Un seme che non riesce a generare la pianta.

Da quale chiesa è partito l’anatema che ha spezzato ogni forma di comunicazione tra le terra ciociara e quella pontina e che ha forgiato in modo diverso le loro popolazioni, regalando a una il senso dell’identità e all’altra il culto dell’individualismo?

Due mondi diversi, che continuano a muoversi parallelamente senza mai incontrarsi, di qua e di là dalla linea delle colline superate dalle strade, ma mai dall’intraprendenza, dalla voglia di sperimentare, dall’intelligenza e dall’audacia dei forti e dei grandi.

Il metodo del basso Lazio.

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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