Sora – Corriere aggredito in strada, l’amara testimonianza: quando l’inciviltà la fa da padrone

Il corriere aggredito racconta la sua triste esperienza: si era fermato per strada dopo aver trovato occupati i parcheggi riservati

L’esperienza è stata vissuta questa mattina da un ragazzo, residente a Sora, impiegato nel settore della logistica al ritiro e recapito merce. Il giovane corriere doveva effettuare le sue consegne lungo il centralissimo Corso Volsci e per fare ciò, purtroppo, ha necessariamente dovuto fermare il furgone “in seconda fila”, per strada: gli stalli riservati al carico e scarico, così come indicati e delimitati da opportuna segnaletica, erano di fatto occupati da veicoli normalmente parcheggiati. Oltre a trasgredire le disposizioni indicate dal Codice della Strada, gli automobilisti indisciplinati provocano non pochi disagi, non solo a chi sta lavorando, costretto a fare tragitti più lunghi e scomodi accollandosi pure merce pesante, ma anche a tutti gli utenti della strada.

Il corriere, consapevole di avere il mezzo di lavoro “fuori posto” ha impiegato un lasso di tempo obiettivamente breve per recapitare la merce e tornare sui suoi passi: ad aspettarlo alcuni veicoli in fila dietro al furgone. Due tra le persone ad attenderlo si sono immediatamente dimostrate inferocite: una signora ha sbraitato insulti indicibili ed offese gravi con riferimento all’aspetto fisico del povero ragazzo.

Un altro, fregiandosi di improbabili ruoli, ha aggredito il giovane prima verbalmente e poi fisicamente. Lo ha minacciato di fargli sequestrare il mezzo con tutta la merce, con tanto di ritiro della patente e multe onerose; contestualmente il corriere, in maniera assolutamente educata, tentava di scusarsi per negligenze non sue: tutto ciò stava infatti accadendo in virtù delle auto parcheggiate in un’area adibita al carico e scarico merci, tra l’altro unica zona riservata lungo l’intero Corso Volsci. Non c’è stato nulla da fare, l’uomo ha afferrato il corriere ad una spalla strattonandolo e spingendolo più volte.

Tanta l’amarezza del ragazzo il quale, nonostante le aggressioni subite, ha chiesto scusa a tutti, mantenendo un atteggiamento sempre educato e rispettoso durante tutto l’episodio. Avrebbe potuto richiedere la presenza delle forze dell’ordine, per far sanzionare le auto in divieto e denunciare l’aggressione subita: non lo ha fatto, per non togliere tempo prezioso alla sua attività, per non perdere il posto di lavoro, per un non alzare polveroni contro la categoria, facilmente ingiuriata da chi pensa di sapere tutto quando basterebbe un pochino di pazienza.

«Capisco i disagi conseguenti alla mia fermata in strada, seppur breve, non era assolutamente mia intenzione intralciare il traffico. Torno a chiedere scusa a tutti anche se non posso negare che l’atteggiamento dei miei concittadini mi abbia turbato, amareggiato, deluso. Stavo lavorando, penso che l’inciviltà sia ben altra cosa, penso che l’inciviltà sia da attribuire a chi parcheggia in spazi riservati. Mi piacerebbe che la gente avesse più rispetto per gli altri, più rispetto per il lavoro degli altri, più rispetto per la città in cui si vive. Può essere un’utopia questa?». *Foto di repertorio

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Sara Pacitto
Sara Pacitto
Sara Pacitto, giornalista pubblicista, da 8 anni collabora con diversi quotidiani digitali, tra le più prestigiose testate giornalistiche della provincia, corrispondente per la cronaca locale, politica, attualità, salute, approfondimenti. Ha curato le Pubbliche Relazioni per alcuni importanti eventi come anche è stata Responsabile della Comunicazione per conferenze e convegni ed in occasione di Campagne Elettorali.

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