Una vera e propria giornata di follia si è consumata ieri all’interno del carcere di Cassino, dove una frangia violenta di detenuti ha dato vita a una protesta degenerata in incendi, devastazioni e momenti di autentico panico. Ora è il momento dei bilanci e delle proteste sindacali.
A denunciare quanto accaduto è Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE): «Ancora una volta violenza e follia nel carcere di Cassino, conseguenza di una situazione esplosiva più volte segnalata, aggravata dalla cronica carenza di personale». Gli agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti in servizio per molte ore consecutive; fortunatamente non si registrano feriti tra il personale, ma i danni alla II Sezione sono ingenti.
Secondo la ricostruzione, un gruppo di detenuti, in prevalenza nordafricani, ha iniziato a inveire contro i poliziotti lanciando oggetti di ogni tipo, comprese bottiglie rinforzate. I tentativi di mediazione sono falliti e la protesta è degenerata con l’esplosione di bombolette di gas e lo scoppio di un incendio che ha reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. Il fumo sprigionato ha provocato l’intossicazione di altri detenuti e il caos generale nella sezione.
Determinante l’intervento degli agenti, che hanno contenuto l’emergenza mettendo a rischio la propria incolumità. Tutti i detenuti responsabili dei disordini sono stati successivamente trasferiti da Cassino verso altri istituti penitenziari.