Quindici anni di lavoro e sacrifici investiti in un’attività commerciale nelle immediate vicinanze di Piazza Turriziani. È da qui che una commerciante racconta una settimana che ha segnato un punto di rottura.
Il primo episodio è avvenuto in pieno giorno, intorno all’ora di pranzo.
La sua auto è stata forzata e completamente svaligiata: effetti personali, tutto ciò che era all’interno è stato portato via. Secondo la commerciante, chi ha agito sarebbe già noto, almeno a livello informale. “Tutti sanno chi potrebbe essere stato”, racconta, “ma questo non basta a sentirsi tutelati”.
Il furto è avvenuto sotto telecamere private, non comunali. Le forze dell’ordine hanno richiesto i filmati, ma – riferisce – i proprietari degli impianti non li avrebbero messi a disposizione. Un elemento che aggiunge frustrazione a una situazione già difficile.
Decorazioni distrutte davanti al negozio
Pochi giorni dopo, nella stessa settimana, arriva il secondo episodio.
All’esterno dell’attività, un allestimento decorativo realizzato per le festività di Carnevale e San Valentino viene danneggiato durante la notte.
Sagome spezzate, decorazioni rotte, elementi divelti. “Non è solo vandalismo”, spiega. “È il messaggio che passa: qui chiunque può fare quello che vuole”.
In questo caso, la zona è coperta da telecamere comunali. La commerciante riferisce che le immagini non sono ancora state visionate da lei, consapevole che siano in corso le verifiche necessarie. Ma l’attesa, dice, pesa: “Quando vivi questi episodi ravvicinati, ogni giorno senza risposte aumenta la paura”. La donna ha sporto regolare denuncia ai carabinieri per tutti e due gli episodi.
“Non è rabbia, è paura. E richiesta di soluzioni”
La commerciante non parla di vendetta, né di giustizia fai-da-te.
“Mi dicono di stare tranquilla, che ci pensano loro. Io lo capisco”, racconta. “Ma intanto noi restiamo qui, a lavorare con la paura addosso”.
Secondo lei, chi ha compiuto questi gesti non è nuovo a simili comportamenti. Ed è proprio questo a generare insicurezza: la sensazione che certi episodi siano conosciuti, ripetuti, eppure difficili da fermare. Il suo appello è chiaro: servono soluzioni mirate, più controlli, più presenza nelle zone centrali, più attenzione verso chi tiene viva la città con il proprio lavoro.
“Qui non si tratta più di un singolo furto o di qualche decorazione rotta”, conclude.
“Si tratta di sentirsi al sicuro. E oggi, questo, a Frosinone, non è più scontato”.