Sicurezza, controlli e prevenzione. Il Questore Caruso: “Così lavoriamo per la serenità dei cittadini” – L’intervista

Dalla presenza interforze ai rimpatri, dai controlli nelle zone a rischio alla sicurezza stradale. Il Questore Caruso fa il punto

La sicurezza non è solo un dato statistico, ma una condizione concreta che incide sulla qualità della vita dei cittadini. È il risultato di prevenzione, presenza sul territorio e risposte tempestive ai fenomeni di devianza. In un momento storico in cui la percezione di insicurezza rischia di amplificare singoli episodi, a fare chiarezza è chi ogni giorno combatte il crimine e lavora per garantire serenità alla comunità. Il Questore di Frosinone, dottor Stanislao Caruso, traccia un bilancio dell’attività svolta e delle strategie messe in campo. Alla guida della Questura da cinque mesi, era il 1° settembre 2025 quando si è insediato, parla di un impegno quotidiano e mirato. In primis per garantire legalità, sicurezza e rispetto delle regole.

  • Sig. Questore, da mesi assistiamo a controlli interforze costanti in tutta la provincia. Qual è la strategia che c’è dietro questa scelta?

«La strategia ha una duplice finalità: da un lato un aspetto tecnico-operativo, che serve a frenare dinamiche criminali e forme di devianza, dall’altro un aspetto legato alla percezione della sicurezza da parte della popolazione. La presenza visibile delle forze dell’ordine è un elemento fondamentale».

  • Che riscontro state avendo in termini di prevenzione e percezione di sicurezza?

«Parliamo di una provincia che, al netto di singoli episodi di devianza, resta complessivamente tranquilla. Lo certificano anche i dati: nel 2024 Frosinone si colloca in ottima posizione nella classifica del Sole 24 Ore sugli indici di criminalità, che rapporta il numero dei reati alla popolazione. È tra le province più sicure del Lazio. Ci sono aree particolari – come Fiuggi con una forte vocazione turistica o zone a rilevante presenza industriale, dove ai residenti si sommano flussi di lavoratori e visitatori – che fanno sì che quella percentuale di popolazione considerata nel rapporto aumenti ulteriormente. Le proiezioni anche per il 2025 restano favorevoli».

  • Quanto è importante la sinergia sia tra tutte le forze dell’ordine che con gli enti locali?

«La sinergia è fondamentale e nell’ultimo periodo è stata ulteriormente affinata. Lavoriamo in stretta collaborazione: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, anche con i 91 Comuni della provincia. C’è un dialogo costante e produttivo: fare rete e squadra è l’unico modo per abbassare le forme di devianza».

  • Frosinone Scalo resta una delle zone più attenzionate. Che tipo di interventi state portando avanti?

«Abbiamo effettuato controlli interforze anche massivi, sia allo Scalo che nel centro storico di Frosinone, fin da settembre, quando mi sono insediato e sono state segnalate alcune criticità. Interventi analoghi sono stati svolti anche nel Sorano e nel Cassinate. L’area dello Scalo era stata dichiarata zona rossa dal Prefetto ma anche dopo la fine della zona a rischio abbiamo continuato ad operare sulla stessa linea, senza mai abbassare la guardia. Il dato positivo è che gli indici di devianza si stanno abbassando. Dobbiamo guardare i numeri complessivi, non i singoli casi, seppur continuiamo ad operare per fronteggiarli».

Contrasto all’immigrazione irregolare

  • Sul fronte dell’immigrazione irregolare, negli ultimi mesi si sono intensificati espulsioni e rimpatri.

«Nel 2025 abbiamo eseguito circa novanta provvedimenti tra accompagnamenti alla frontiera e trattenimenti nei Cpr. Il trend è in crescita per il 2026. Si tratta di persone irregolari sul territorio nazionale, spesso con precedenti penali o di polizia. Siamo uno Stato di diritto e ogni nostro atto è sottoposto al vaglio dell’autorità giudiziaria, con tutte le garanzie previste. L’identificazione deve essere certa e il lavoro è complesso, ma il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ci ha fornito le risorse necessarie per operare in tal senso».

  • Un tema molto sentito, anche alla luce degli ultimi episodi di cronaca nazionale che hanno visto soggetti che non sarebbero dovuti essere sul territorio italiano commettere gravi reati. Che messaggio vuole lanciare ai cittadini della provincia in tal senso?

«Va sfatata la facile narrazione del “perché non viene subito espulso?”. È una procedura complessa, come detto, ma chi non è titolato a restare sul territorio nazionale va allontanato nel rispetto della legge. Sicurezza e legalità passano anche dal rispetto delle regole sull’ingresso e sulla permanenza in Italia».

Prevenzione e repressione: il doppio volto della sicurezza

  • Prevenzione e repressione: come si tengono insieme questi due aspetti?

«Il nostro Dipartimento investe molto sulla prevenzione, anche per fenomeni come la violenza di genere. Prevenire significa mettere in campo iniziative per evitare che si sviluppi la “malattia”, cioè il reato. Parliamo di campagne nelle scuole, iniziative rivolte agli anziani, creazione della cultura della legalità ma anche controllo costante del territorio. La presenza delle forze dell’ordine è già prevenzione. E laddove c’è prevenzione, automaticamente diminuisce la necessità di azioni repressive che siamo comunque pronti a mettere in campo ogniqualvolta sia necessario».

  • Sicurezza stradale: registriamo anche qui numeri importanti sul fronte dei controlli. E dal suo insediamento l’azione è stata ulteriormente implementata…

«Nel 2025 abbiamo elevato circa 1.600 contravvenzioni al Codice della strada e segnalato numerose persone per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Il rispetto delle regole significa rispetto per se stessi e per gli altri. Rispetto per il valore della propria vita e di quella altrui. Un’auto guidata sotto l’effetto di alcol o droga è come un’arma. Può uccidere».

  • Un messaggio ai più giovani in tal senso?

«Il divertimento sano va bene, ma mettersi alla guida dopo aver assunto alcol o droghe non è tollerabile. Il rispetto delle regole può salvare vite umane, proprie e altrui. E nessuna vita vale più una serata di sballo. Ci sono tante iniziative che stanno nascendo in diverse città, come autobus o mezzi di trasporto organizzati per riaccompagnare comitive di giovani a casa dopo una serata tra amici. Le soluzioni ci sono, basta volerle adottare».

  • La provincia di Frosinone non è immune da interessi criminali e traffici illeciti. Qual è oggi il livello di attenzione della Questura su questo fronte?

«La Ciociaria non ha una criminalità endogena strutturata, ma risente della presenza di gruppi provenienti dall’esterno. Siamo in una posizione baricentrica tra Roma e Napoli e le propaggini criminali si estendono anche qui. L’attenzione della Questura è massima, così come quella delle Procure di Frosinone e Cassino. Dove c’è un circuito economico significativo è inevitabile che ci siano appetiti criminali. Lavoriamo per contrastare non solo i singoli reati ma anche i sistemi criminali che li alimentano».

  • Guardando al futuro, quali sono le priorità?

«Abbassare ulteriormente i tassi di devianza, soprattutto quelli che incidono maggiormente sulla percezione di sicurezza dei cittadini. Grande attenzione ai locali di pubblico intrattenimento, ai grandi eventi e alle manifestazioni, tanto che nelle ultime settimane abbiamo già disposto la chiusura di due esercizi. Priorità anche ai reati predatori, alla devianza giovanile, al contrasto a bullismo e cyberbullismo. Vogliamo rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni: far capire che ci siamo, con i fatti, e che il loro contributo, attraverso segnalazioni e collaborazione, è fondamentale».

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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