La stagione delle infezioni respiratorie invernali si sta avvicinando al suo momento di massima diffusione. In base alle stime più recenti, sono già oltre 10 milioni gli italiani che hanno contratto l’influenza o altre infezioni respiratorie acute. Un dato coerente con le previsioni formulate all’inizio della stagione, che stimavano un numero complessivo di casi compreso tra 14 e 16 milioni, con una progressiva riduzione attesa tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo.
Dal punto di vista epidemiologico, si registra una circolazione significativa del virus influenzale, in particolare dei ceppi di tipo A/H3N2, responsabili di circa un quarto delle infezioni respiratorie rilevate dai sistemi di sorveglianza. Accanto all’influenza, continuano a circolare anche altri agenti patogeni, tra cui il virus respiratorio sinciziale, il metapneumovirus, il rinovirus e SARS-CoV-2, che mantiene un andamento stabile nel tempo.
“La stagione sta seguendo un andamento complessivamente atteso, con una presenza contemporanea di più virus respiratori– spiega Fabrizio Pregliasco, virologo e Direttore scientifico dell’Osservatorio Virusrespiratori– L’influenza resta il principale determinante dei quadri clinici più impegnativi, soprattutto nei soggetti più anziani o fragili, mentre nella popolazione generale l’infezione decorre nella maggior parte dei casi in modo gestibile”. – Questo il commento riportato dalla DIRE.
Nelle prossime settimane è previsto un graduale calo dell’incidenza, anche se la circolazione dei virus respiratori potrebbe proseguire in modo non uniforme, risentendo di fattori ambientali e climatici, come gli sbalzi di temperatura.
“La co-circolazione di più virus respiratori è ormai una caratteristica stabile delle stagioni invernali– prosegue Pregliasco– Per questo è importante mantenere un approccio di buon senso: proteggere i soggetti più vulnerabili, ricorrere alla vaccinazione quando indicata e adottare comportamenti responsabili in presenza di sintomi respiratori”.