Si interrompe allo Stirpe la striscia positiva del Frosinone, battuto in casa dal Venezia al termine di una gara che lascia sensazioni contrastanti. Il risultato premia la capolista, ma la prestazione dei giallazzurri conferma la solidità e l’ambizione di una squadra che resta pienamente dentro la corsa alle posizioni importanti. Nonostante l’allungo della stessa capolista Venezia (ora a +4) e il sorpasso del Monza (+1), il Leone resta nei piani alti, terzo a quota 46, on 2 lunghezze di vantaggio sul Palermo.
L’ultima sconfitta interna risaliva a ottobre contro il Monza, altra formazione costruita per il vertice. Anche questa volta il Frosinone dimostra di potersela giocare alla pari con le migliori, soprattutto in un primo tempo interpretato con personalità, ritmo e qualità.
L’analisi della gara
Alvini sceglie di cambiare assetto e la mossa paga. La difesa a tre garantisce copertura e aggressività: Cittadini si conferma leader assoluto del reparto, dominando nel gioco aereo e nelle chiusure, mentre Calvani gestisce con attenzione un avversario scomodo come Adorante. Bracaglia, adattato da braccetto, svolge un lavoro prezioso in marcatura su Yeboah, praticamente annullato. Tra i pali Palmisani risponde presente con interventi di livello che tengono in equilibrio la gara nei momenti più delicati.
Il Frosinone non si limita a difendere. In mezzo al campo Calò prende in mano la regia e illumina la manovra con giocate di qualità, come il lancio perfetto che avvia l’azione del vantaggio. Accanto a lui Koutsoupias lavora con ordine e intensità, limitando le iniziative di Busio e inserendosi con i tempi giusti. Sugli esterni Kvernadze prova a creare superiorità nonostante l’attenzione costante della difesa veneziana, riuscendo comunque a trovare lo spunto giusto per servire a Raimondo l’assist dell’1-0.
Il gol del centravanti giallazzurro premia una prima frazione giocata da squadra vera. Raimondo, oltre alla rete, sfiora anche la doppietta con una conclusione che costringe Stankovic a un grande intervento. Il Frosinone costruisce almeno un paio di occasioni importanti per raddoppiare, ma non riesce a concretizzare e lascia aperta la partita.
Nella ripresa cambia l’inerzia. Il Venezia alza il ritmo, aumenta la pressione e sfrutta la profondità della rosa con cambi che non abbassano il livello della squadra. Il Frosinone prova a resistere, ma perde progressivamente campo. Sull’azione del pareggio qualcosa non funziona nei meccanismi difensivi e l’autorete sfortunata di Cittadini rimette tutto in discussione, modificando l’andamento del match.
Da quel momento la capolista prende fiducia e trova anche la rete del sorpasso, approfittando di un’altra situazione in cui la retroguardia giallazzurra non riesce a chiudere con la consueta precisione. Episodi su cui lo staff tecnico lavorerà, ma che non cancellano quanto di buono mostrato per lunghi tratti.
Alvini prova a rimescolare le carte con i cambi. Fiori entra con vivacità e mette in area palloni interessanti, mentre Oyono e gli altri subentrati garantiscono applicazione. Nel finale capita anche la palla del possibile pareggio, ma Ghedjemis non trova la giocata decisiva sotto porta, lasciando al Frosinone il rammarico per un risultato che poteva essere diverso.
Nonostante la sconfitta, restano indicazioni importanti. Il Frosinone ha tenuto testa alla prima della classe con organizzazione e coraggio, mostrando una struttura di squadra solida e competitiva. La strada è tracciata e il campionato ancora lungo: l’obiettivo resta alla portata e la prestazione contro il Venezia, al di là del punteggio, rafforza la consapevolezza di potersela giocare fino in fondo.