Alle strade compromesse da buche, rattoppi, cedimenti, avvallamenti e via dicendo corrispondono le complessità della manutenzione da parte degli enti proprietari delle diverse arterie: manutenzione ordinaria che è un miraggio, sospirata, sollecitata, l’unica certezza è l’ira di automobilisti e centauri che pagano il bollo regolarmente, una tassa di proprietà che grava su autoveicoli e motoveicoli immatricolati i cui proventi finiscono nei bilanci generali delle Regioni per finanziare le varie spese.
A gravare su un contesto già di per sé deprimente ci sono i “lavori in corso”: in particolar modo quelli dei cantieri per gli allacci delle utenze, le riparazioni della rete idrica o per la posa della fibra ottica.
E’ quanto riscontrato sulle principali arterie della provincia: da Frosinone ad Alatri, Anagni, Fiuggi, Ferentino, Veroli, Ceccano, Ceprano, Isola del Liri, Sora, Cassino, passando per tutti i centri più piccoli, parliamo di una condizione che accomuna l’intero comprensorio.
Non solo strade che già versano in uno stato precario, ciò avviene anche su quelle il cui manto era stato di recente ripristinato: scavi e trivellamenti ai quali non segue il ripristino a regola d’arte dello stato dei luoghi; il che compromette inevitabilmente la sicurezza del transito veicolare e pedonale, oltre che favorire il danneggiamento dei mezzi in circolazione.
Il caso di via Tavernanova
Ad Isola del Liri i lavori per la stesura dei cavi della fibra ottica hanno distrutto via Tavernanova, per dirne una. L’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Massimiliano Quadrini, corre ai ripari: con specifica ordinanza, la nr. 3 del 13 gennaio scorso, a firma del responsabile del Settore “Ambiente e Sicurezza sul lavoro”, si impone “a tutti i gestori, ditte ed esecutori di impianti in fibra, linee elettriche, interrate, idriche e fognarie, il corretto mantenimento di tutti i cantieri mobili con i ripristini provvisori per mantenere planare il manto di asfalto. I ripristini definitivi verranno eseguiti con temperature idonee”.






Restando su via Tavernanova, è evidente che quanto disposto dall’ordinanza non sia stato ottemperato, i solchi sono stati lasciati tutti scoperti. All’altezza dell’intersezione con via Sant’Angelo, la strada che conduce al Cimitero comunale, la profonda traccia taglia la carreggiata, da un lato all’altro, una scanalatura che sollecita notevolmente gli ammortizzatori e l’intero sistema delle sospensioni, pneumatici e cerchioni, assetto e sterzo con il rischio di compromettere la convergenza.
Una condizione lamentata già a dicembre da molti automobilisti. In attesa che le “temperature idonee” consentano il ripristino definitivo, di fatto sono venuti meno “i ripristini provvisori per mantenere planare il manto di asfalto”. Non si ha notizia di eventuali accertamenti in tal senso da parte della Polizia Locale.
Basterà fare un giro sul web per verificare le iniziative di numerosi sindaci, di tutt’Italia, intraprese verso FiberCop, l’azienda infrastrutturale che gestisce e sviluppa la rete in rame e fibra. Così come per i gestori delle altre utenze. In un contesto di negligenza, superficialità ed indifferenza, dove a rimetterci è sempre il cittadino, sia in termini di sicurezza che di spese, l’invito resta quello di segnalare i lavori eseguiti male, pretendendo sopralluoghi.
Fermo restando che l’ente titolare della strada, che ha assegnato i lavori in corso, deve necessariamente controllare che questi vengano eseguiti a regola d’arte come anche pretendere che quanto decretato con specifiche ordinanze venga rispettato: un’ordinanza è un atto vincolante e sanzionabile se violato. Si ricorda che in caso di danni, è possibile chiedere il risarcimento degli stessi.