Frosinone, il rogo del Generale accende il Carnevale: tradizione e identità più forti delle polemiche

Una giornata di festa e partecipazione per il Carnevale storico del capoluogo. Il fantoccio del Generale Championnet è stato bruciato

È stata una giornata all’insegna della festa, del divertimento e dell’identità. Il Carnevale di Frosinone ha regalato alla città uno dei momenti più attesi: il rogo del fantoccio del Generale Championnet, simbolo storico di una tradizione che affonda le radici nel passato più autentico del territorio.

Tra musica, colori e famiglie in piazza, il momento dell’accensione ha rappresentato molto più di un gesto rituale. È stato il segno concreto di una comunità che sceglie di custodire le proprie tradizioni.

Abbiamo raccolto le testimonianze di diversi cittadini presenti ieri sera. Tutti concordi su un punto: vedere bruciare il Generale significa mantenere viva la storia di Frosinone.

La deroga e il rispetto delle regole

Nei giorni scorsi si era aperto un dibattito sulla possibilità di accendere il rogo.

Il sindaco Riccardo Mastrangeli, da noi intervistato, ha ricordato che la legge è uguale per tutti e che va rispettata, ma ha anche spiegato che è stata concessa una deroga che ha reso possibile lo svolgimento della tradizione nel rispetto delle normative vigenti.

Una scelta che ha permesso alla città di non rinunciare a un appuntamento storico.

Per molti cittadini, preservare il rogo non significa ignorare i temi ambientali, ma distinguere tra responsabilità strutturali e tradizioni popolari. Non è eliminando un simbolo storico che si risolvono problemi complessi. È invece attraverso politiche strutturate e scelte concrete che si tutela l’ambiente.

Preservare le radici per guardare al futuro

Il Carnevale di Frosinone non è solo un evento. È memoria collettiva. È appartenenza. È racconto tramandato di generazione in generazione.

Bruciare il Generale significa chiudere simbolicamente un ciclo, salutare l’inverno, rinnovare un rito che si ripete da decenni e che continua a coinvolgere giovani e adulti.

Mantenere vive le tradizioni vuol dire preservare l’autenticità di un territorio. E ieri Frosinone ha dimostrato di voler difendere la propria identità.

Il rogo del Generale non è stato solo un falò. È stato il segno di una città che non dimentica le proprie radici.

- Pubblicità -
Giuseppe Manzo
Giuseppe Manzo
Aspirante giornalista e giovane praticante collabora attivamente con Frosinone News. È studente presso l’università La Sapienza di Roma e studia Comunicazione pubblica d’impresa. Ha inoltre una pagina YouTube dove pubblica periodicamente inchieste di intrattenimento

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Truffe online sempre più sofisticate, ecco i nuovi inganni digitali

L’associazione Codici mette in guardia i consumatori: conoscere le nuove truffe è essenziale per difendersi efficacemente

“Mettiti Comodo”, ad Arce in scena “Teatro a Pezzi” con Il Duo di Fuori

Andrea Colzi e Tiziano Rovai protagonisti del sesto appuntamento della stagione promossa dall’Associazione La Lanterna

Ceccano ricorda Pio La Torre, domani l’evento in memoria del dirigente del PCI ucciso dalla mafia

Nell’occasione verrà annunciata l’adesione del Comune di Ceccano ad Avviso Pubblico. Appuntamento alle 18, presso la sala consiliare

Imprese digitali, boom dei content creator in Italia: oltre 25mila attività tra influencer e videomaker

Sempre più giovani trasformano creatività e competenze online in aziende strutturate: crescita del 185% in meno di dieci anni

Isola del Liri – Stormo di aironi immortalato alle porte della città: la foto fa il giro del web

Lo stormo di aironi si è fermato sul campo a ridosso del centro urbano per una pausa durante il percorso migratorio

Fausto Bertinotti a Sora, venerdì la presentazione del suo ultimo libro: “La sinistra che non c’è”

Il 20 febbraio nella Sala Consiliare del Comune l’incontro con l’ex presidente della Camera: confronto pubblico sul futuro della sinistra
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -