Presunti tentativi di rapimento di bambini: è psicosi da Cassino a Sora. Tra post fake, audio virali e allarmismi

Psicosi sui social, audio e messaggi virali: le forze dell’ordine al momento non hanno ricevuto alcuna segnalazione né raccolto denunce

Dopo i recenti episodi finiti alla ribalta delle cronache nazionali su tentativi di rapimento di bambini in esercizi commerciali e scuole, anche in provincia di Frosinone si è diffusa una crescente apprensione tra i genitori.

Nel pomeriggio di ieri, nel Cassinate, ha iniziato a circolare sui social e nelle chat private la notizia di un presunto tentativo di rapimento in un asilo di Cassino. Secondo il racconto diffuso online, alcune persone si sarebbero presentate a scuola sostenendo che i genitori di un bambino avessero avuto un incidente stradale, tentando così di portarlo via. Nella stessa segnalazione si riferiva che le insegnanti non sarebbero cadute nel tranello e avrebbero immediatamente contattato le forze dell’ordine.

Tuttavia, dalle verifiche effettuate, almeno fino alla giornata di ieri, non risultavano segnalazioni né interventi collegati a questo episodio. Nessun asilo avrebbe allertato carabinieri o polizia per un fatto del genere. Tutto lascia quindi pensare alla diffusione di una notizia infondata, che ha generato un procurato allarme particolarmente grave, trattandosi di minori e di ipotesi di rapimento. Si stanno ora valutando provvedimenti per l’ipotesi di reato di “procurato allarme”.

L’audio virale a Sora

Dalla tarda serata di ieri e soprattutto da questa mattina una situazione analoga si è registrata a Sora, dove sta rimbalzando di chat in chat un audio, inviato ieri sera e attribuito a una mamma. Circostanza, quest’ultima, ancora tutta da accertare considerato che audio di questo tipo girano da settimane in diverse regioni d’Italia. Nel messaggio vocale la donna racconta di aver trascorso il pomeriggio con la figlia in un noto fast food cittadino, dopo l’uscita da scuola della piccola. Sempre secondo quanto riferito nell’audio, due persone si sarebbero avvicinate alla bambina, sorridendole e fissandola con insistenza.

La donna racconta anche di aver percepito una situazione di pericolo e di essersi allontanata rapidamente insieme alla figlia. Sempre nel suo racconto, le due persone – un uomo e una donna sui 45/50 anni – si sarebbero poi alzate dal tavolo e sarebbero andate via in auto, continuando a guardarla. Nell’audio vengono forniti anche dettagli sull’auto e sull’aspetto dei soggetti.

Anche in questo caso, però, al momento in cui scriviamo non risultano segnalazioni formali alle forze dell’ordine. Né carabinieri né polizia sarebbero stati ufficialmente informati dell’episodio.

Nel frattempo, la coppia in questione si sarebbe riconosciuta nella descrizione e nei fatti. Almeno stando ad un secondo audio diffuso su WhatsApp. Si tratterebbe infatti di due coniugi della zona che ieri hanno trascorso del tempo nel fast food per un caffè e non di certo per rapire o infastidire bambini. Ora i coniugi starebbero valutando come muoversi per tutelarsi.

Del tutto comprensibile resta la paura della mamma – qualora l’audio fosse realmente attribuibile a lei – che magari ha notato qualcosa di strano che l’ha messa in allarme. Ma in questi casi i social sono la “cura” peggiore. La prima e unica azione da compiere resta quella di rivolgersi immediatamente alle autorità, consentendo così verifiche tempestive e accertamenti oggettivi da parte delle forze dell’ordine. Qui non si mette in discussione la buona fede o la credibilità dei genitori, ma un audio inviato su WhatsApp – così come accaduto – può diventare virale generando allarmismi che potrebbero poi rivelarsi infondati. Nel caso di Cassino, senza un minimo riscontro ufficiale, si è alimentata una psicosi collettiva.

L’eco di questi post e messaggi ha generato forte preoccupazione tra le famiglie, in particolare nelle chat scolastiche di Sora e Cassino. Della vicenda sono state informate anche le forze dell’ordine, che potranno valutare eventuali provvedimenti nelle prossime ore. Era doveroso – in qualità di organo di informazione locale – fare chiarezza anche alla luce delle centinaia di richieste ricevute nelle scorse ore dalla nostra Redazione.

La raccomandazione resta chiara: attenzione e vigilanza sì, ma allarmismi sui social no. In presenza di fatti concreti o situazioni sospette, è fondamentale contattare subito le forze dell’ordine, evitando di trasformare percezioni o racconti non verificati in catene virali che possono creare panico ingiustificato.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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