L’attesa ormai è tutta concentrata sulla pubblicazione del decreto di scioglimento del Consiglio comunale di San Giorgio a Liri: dalla lettura di quell’atto si comprenderà se c’è stato l’errore clamoroso di calcolo dei consiglieri che hanno sfiduciato l’ormai ex sindaco Francesco Lavalle nella convinzione di aver centrato la “finestra di tempo” che porta i Comuni al voto il prossimo maggio, oppure se, per sole 24 ore di ritardo nel deposito del documento attestante le dimissioni in massa, il Comune dovrà restare commissariato per un periodo ben più lungo, almeno fino al maggio del 2027. Tutto dipenderà dalla fissazione della convocazione comizi elettorali che la Prefettura inserirà nel citato decreto.
Il dubbio tra data dell’atto di dimissioni e quella del protocollo
Di sicuro c’è che le dimissioni in massa sono state rassegnate di fronte ad un notaio di Frosinone nella serata del 24 febbraio, ultimo giorno utile a votare fra tre mesi. Sono state quindi depositate all’ufficio protocollo del municipio di San Giorgio a Liri nella mattinata del 25 febbraio. Insomma fa fede la dichiarazione congiunta di martedì sera (e quindi parte da lì l’iter dello scioglimento) o il timbro del protocollo sull’atto notarile impresso il giorno seguente e, quindi, fuori dai termini previsti dal testo unico enti locali? Il mistero verrà risolto presto dall’Ufficio del Governo di Frosinone anche se le indiscrezioni che circolano, sembrano paventare l’ipotesi che l’apertura delle urne per il rinnovo del Consiglio comunale sangiorgese sia destinata a slittare.
Area dem in silenzio. L’ex sindaco: “Contro di me atto irresponsabile“
Intanto l’area dem – almeno per il momento – preferisce non rilasciare dichiarazioni ufficiali. Il sindaco Lavalle è, invece, un fiume in piena: “Le dimissioni contestuali di sette consiglieri comunali hanno determinato la fine anticipata di questo secondo mandato amministrativo. Un mandato nato dalla scelta libera e democratica compiuta da tutti i cittadini sangiorgesi (…). È una contrapposizione che non può essere ignorata: da una parte la volontà della maggioranza dei sangiorgesi, dall’altra la scelta di pochi che hanno deciso di venir meno al mandato ricevuto. Ritengo, pertanto, questo gesto un atto di grande irresponsabilità amministrativa, prima ancora che politica. Con questa decisione si interrompe bruscamente il percorso di lavoro costruito in questi anni con impegno, programmazione e senso delle istituzioni”.
“Si consegna il paese ad una fase di stallo senza finanziamenti”
Lavalle ritiene che si consegni “il paese a una fase di stallo che impedisce di fatto l’accesso a importanti finanziamenti, utili a proseguire il percorso di crescita avviato, e che rischia di rallentare o bloccare del tutto importanti progetti già in corso. Il paradosso è che a pagarne le conseguenze non saranno coloro che hanno scelto di dimettersi, ma l’intera comunità sangiorgese. (…) Ho sempre interpretato il mio ruolo con equilibrio e senso di responsabilità, chiedendo a me stesso e a chi è stato al mio fianco di mettere il bene comune al di sopra di ogni interesse e ambizione personale o di parte. Questo è il modo in cui ho amministrato e questo è il metodo che continuerò a seguire. Resta il lavoro svolto, restano i risultati raggiunti e resta l’amore per il nostro paese”.
Forza Italia Frosinone: “Contro Lavalle atto di gravità inaudita”
Indispettita anche la presa di posizione di Forza Italia che vede nella crisi di San Giorgio a Liri anche lo zampino di un alleato. Infatti 4 dei firmatari da sempre all’opposizione sono vicini all’assessore regionale leghista Pasquale Ciacciarelli: “La sfiducia rappresenta ‘un atto di gravità inaudita’, conseguenza di una scelta che avrebbe meritato maggiore ponderazione e che rischia di compromettere la stabilità amministrativa e il buon andamento dell’azione di governo cittadina – si legge nella nota degli azzurri -. La segreteria provinciale esprime piena solidarietà al sindaco Lavalle, sottolineandone la caratura politica e professionale, costruita negli anni attraverso impegno, competenza e dedizione al servizio dei cittadini. Un profilo autorevole che ha sempre operato con senso di responsabilità e attenzione concreta alle esigenze del territorio”.
Rispunta da protagonista l’ex dissidente della “svolta di Fiuggi”
Forza Italia infine annuncia che “scenderà in campo al suo fianco, mettendo in luce le sue capacità amministrative, l’esperienza maturata e il lavoro svolto per il bene di San Giorgio a Liri, con l’obiettivo di proseguire un percorso fondato su serietà, crescita e tutela degli interessi della comunità”. Nel precedente servizio sulla crisi sangiorgese abbiamo sottolineato la presenza nel paese di 3040 abitanti di esponenti di importanza politica tale da elevare l’interesse per le vicende locali, citando Achille e Lucio Migliorelli nonché Pasquale Ciacciarelli. Ma c’è anche il consigliere uscente sfiduciante Modesto Della Rosa che è altrettanto noto: ex parlamentare alla camera, ex consigliere provinciale, ed ex sindaco di San Giorgio a Liri, ha anche ricoperto i ruoli di vicesindaco e di presidente del Consiglio comunale a Cassino.

Modesto Della Rosa nell’ufficio politico nazionale di Marco Rizzo
Salito alla ribalta delle cronache alla fine degli anni ’90 perché non partecipò per protesta al congresso convocato a Fiuggi da Gianfranco Fini nel gennaio 1995, quando l’intero Msi confluì in An. Ma Della Rosa seguì praticamente in solitaria Pino Rauti divenendo l’unico parlamentare ancora in carica per la nuova formazione del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Dopo un lungo periodo di disimpegno dall’attività politica nella destra cassinate, adesso Della Rosa è riapparso sulla scena proprio con l’atto della sfiducia che accende i riflettori sulla sua nuova collocazione politica a fianco di Marco Rizzo, con la sua Democrazia sovrana e popolare (Dsp). E’ subito entrato nella formazione in posizione apicale, facendo parte dell’Ufficio politico nazionale. “È tempo di una rivoluzione spirituale e umana. È tempo di una rivoluzione economica e politica”, avverte Della Rosa da Dsp.
Si scaglia contro le élite finanziarie: “Unitevi alla rivoluzione”
“È finito il tempo dei falsi maghi – aggiunge -. Democrazia Sovrana e Popolare è attualmente l’unica forza politica capace di denunciare tutto questo senza filtri, per ciò che realmente è. Ci stanno rubando i nostri soldi, i nostri figli… e ciò che è peggio, le nostre menti. Unitevi alla rivoluzione. Ribellatevi con forza a tutto questo e cavalcate l’onda del mutamento inevitabile. Non ci si può più sottrarre. L’era dei mostri è in fase di inesorabile declino. Costruiamo insieme una nuova era, con meno maschere e più persone. Non rimaniamo a guardare, l’ignavia è complice della mostrificazione della nostra società. È tempo di puntare il dito con forza verso quelle élite finanziarie che si sono rese responsabili della decadenza attuale del nostro mondo occidentale”. Propositi impegnativi, indubbiamente.