Serie B – La corsa verso la Serie A entra nella sua fase più calda. Dopo 29 giornate di campionato restano soltanto nove partite da disputare e la graduatoria della cadetteria è più corta che mai nella parte alta. Il Venezia guida con 63 punti, seguito dal Monza a quota 60. Subito dietro inseguono Frosinone e Palermo, rispettivamente a 58 e 57 punti. Quattro squadre racchiuse in pochissime lunghezze e pronte a darsi battaglia fino all’ultima giornata per conquistare i due posti che garantiscono la promozione diretta.
Nel prossimo turno i ciociari saranno impegnati lontano dallo Stirpe. Domani, sabato 14 marzo alle ore 15, il Frosinone farà visita al Cesena guidato da Michele Mignani, in una sfida che potrebbe avere un peso importante nella corsa verso la massima serie.
Tutti argomenti che abbiamo affrontato con il collega Luca Alberto Montanari, giornalista del Corriere Romagna e di Teleromagna nonché corrispondente della Gazzetta dello Sport.
L’analisi di Luca Alberto Montanari
Il Cesena ha raccolto solo 8 punti nelle ultime 12 partite: quanto è preoccupante questo calo rispetto alla prima parte di stagione?
“Il calo è oggettivamente preoccupante, soprattutto perché sono i numeri a dirlo e quelli difficilmente mentono. Anche diverse prestazioni della squadra hanno confermato questo momento negativo. Paradossalmente il Cesena ha fatto peggio in casa che in trasferta nelle ultime settimane, anche perché al “Manuzzi” ha affrontato squadre molto forti come Venezia e Monza, probabilmente tra le rose più complete del campionato.
Guardando invece al Frosinone, ad esempio, è una squadra che diverte molto e che probabilmente esprime uno dei calci più piacevoli della Serie B. Questo rappresenta anche un ulteriore campanello d’allarme per il Cesena: non è la squadra più in forma del campionato, ma è certamente una formazione forte, in salute e tornata a credere seriamente nella promozione diretta. E lo sta facendo con pieno merito, perché Alvini sta compiendo qualcosa di davvero straordinario”.
In città sembra esserci una spaccatura tra ottimisti e catastrofisti: qual è oggi il sentimento prevalente tra tifosi e ambiente?
“In realtà, al momento gli ottimisti sono pochi. La maggior parte dell’ambiente è piuttosto preoccupata e qualcuno arriva addirittura a temere per la salvezza. Se si guarda alla corsa play-off o addirittura alla promozione, è evidente che oggi il Cesena mantiene la posizione soprattutto per i demeriti delle squadre che inseguono più che per meriti propri. Analizzando il rendimento del 2026 e il girone di ritorno, diventa inevitabile dare anche uno sguardo alla parte bassa della classifica.
La quota salvezza, infatti, potrebbe essersi leggermente alzata perché molte squadre dietro stanno dimostrando di essere vive e di credere nella rimonta. Inoltre il calendario del Cesena prevede diverse sfide dirette contro squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere, come ad esempio il Mantova nel prossimo turno infrasettimanale.
Il sentimento dominante, quindi, è quello della delusione: la squadra non è stata all’altezza di quanto fatto vedere nel girone d’andata. C’è anche chi teme un crollo simile a quello vissuto dal Cesena nel 2000, quando la squadra sembrava ormai salva ma nelle ultime nove giornate non riuscì più a vincere, finendo per giocarsi lo spareggio con la Pistoiese e retrocedere. Personalmente non credo che si arriverà a uno scenario simile: penso che il Cesena possa raggiungere i 45-46 punti e salvarsi senza problemi. Però il momento è delicato e sarebbe sbagliato ignorare i segnali di difficoltà”.
Nonostante il momento negativo, il Cesena è ancora in zona play-off: è un segnale di solidità o il risultato del margine costruito all’inizio?
“Il Cesena è ancora in zona play-off soprattutto grazie ai tanti punti accumulati nella prima parte della stagione, quando ha fatto un campionato straordinario, nettamente superiore alle aspettative e forse anche alle reali potenzialità della rosa.
Va poi considerato anche l’andamento molto altalenante del cosiddetto “ceto medio” della Serie B. Molte squadre di metà classifica procedono a strappi, come su una montagna russa. Al di là delle prime quattro e di squadre come Catanzaro e Modena, che sono rimaste stabilmente in quella zona, non c’è mai stata una vera inseguitrice capace di imporsi con continuità nella corsa all’ottavo posto.
Anche per questo motivo il Cesena è ancora lì: ha fatto tantissimo nella prima parte del campionato, forse addirittura più di quanto ci si aspettasse. Anzi, per quello che aveva mostrato all’andata avrebbe probabilmente meritato anche qualche punto in più”.
Quanto è sotto pressione Mignani? Società e piazza lo sostengono ancora?
“Mignani è stato duramente contestato nell’ultima gara casalinga contro il Monza. Allo stadio si è respirato un clima di forte sfiducia: i fischi sono arrivati da quasi tutti i settori e non solo dalla curva. Diverso è invece il discorso in società. L’area tecnica continua a sostenerlo apertamente, a partire dal direttore sportivo Fusco, che lo ha confermato sia dopo la partita con il Monza sia dopo il pareggio di Modena.
A Modena il Cesena ha giocato una brutta partita, ma almeno è riuscito a non subire gol in trasferta, cosa che non accadeva da ottobre. Nelle precedenti 14 gare era successo solo una volta. Certo, l’altro lato della medaglia è che la squadra non ha praticamente mai tirato in porta. Fusco continua a ribadire la piena fiducia nell’allenatore, mentre la proprietà segue la situazione dagli Stati Uniti. Qualche dubbio probabilmente esiste, ma al momento non sembrano esserci segnali concreti di un cambio in panchina. È chiaro però che serve un’inversione di tendenza: non può bastare alternare sconfitte e pareggi come accaduto nelle ultime settimane”.
A nove giornate dalla fine, con +9 sulla zona calda, il vero obiettivo resta la salvezza o si può guardare ai play-off?
“In questo momento il Cesena deve pensare prima di tutto alla salvezza. Nel 2026 soltanto una squadra ha fatto meno punti dei romagnoli: l’Empoli. Questo significa che la squadra deve necessariamente tornare a guardarsi alle spalle. Il margine costruito nella prima parte della stagione consente di vivere un po’ di rendita, ma guai ad abbassare la guardia. Il primo traguardo deve essere raggiungere quota 45-46 punti, poi si potrà eventualmente pensare ad altro”.
Guardando al Frosinone: si aspettava una stagione del genere?
“Onestamente no, e credo che in pochi se lo aspettassero. Però considero Alvini un allenatore molto sottovalutato. Lo pensavo già lo scorso anno, quando la sua squadra – pur chiudendo in fondo alla classifica – aveva comunque mostrato idee interessanti. A questi livelli credo sia uno degli allenatori più validi e, soprattutto, uno dei più sottovalutati. Le sue squadre giocano un calcio piacevole e il Frosinone di quest’anno lo dimostra. Non è forse la rosa più forte del campionato, ma ha probabilmente il giocatore più forte e spettacolare della Serie B, un calciatore che a mio avviso è il più bello da vedere del torneo, Ghedjemis”.
Che partita dobbiamo aspettarci sabato e quale può essere la chiave tattica?
“Dal punto di vista mentale e della freschezza, Frosinone e Cesena arrivano alla partita in due condizioni completamente diverse. Però la Serie B insegna che tutto può succedere. La chiave dipenderà molto da come interpreterà la gara il Frosinone. Se i giallazzurri riusciranno a giocare la loro partita, sfruttando soprattutto gli esterni e i giocatori di maggiore qualità, partiranno con un vantaggio evidente. Per il Cesena, invece, provare a fare la partita a viso aperto potrebbe essere un rischio enorme. Se concedi campo al Frosinone e ti scopri, con la squadra che oggi non è al massimo né fisicamente né mentalmente, rischi seriamente di perdere. L’approccio più logico sarebbe quello di una squadra compatta, pronta a chiudere gli spazi e a ripartire”.
Probabile formazione del Cesena?
“Quanto al probabile undici, non mi aspetto grandi novità rispetto alla partita di Modena, anche perché alcuni giocatori saranno indisponibili, anche se non si tratta di titolari. L’unico vero dubbio tra i titolari, al momento, riguarda Mangraviti: è finito in panchina per un fastidio all’anca, ma è stato sostituito molto bene da Piacentini, che a Modena è stato probabilmente il migliore in campo. Per questo credo che davanti a Klinsmann possano giocare Ciofi e Zaro e, indipendentemente dalle condizioni di Mangraviti, direi proprio Piacentini.
Il Cesena ha avuto un calo clamoroso rispetto al girone d’andata con i suoi quinti, soprattutto con Ciervo, che voi dovreste conoscere bene, così come lo conosce bene Alvini, che lo ha allenato lo scorso anno. Fino a dicembre è stato straordinario, davvero straripante. Poi, da Natale in poi, è calato molto, ma credo che verrà comunque confermato, anche perché Mignani non l’ha praticamente mai tolto sulla fascia sinistra.
Alti e bassi invece per Frabotta, un altro giocatore che conoscete bene anche voi. In mezzo al campo presumo si vada verso la conferma di Francesconi, Castagnetti e Berti, a meno che quest’ultimo, un po’ in ombra nelle ultime partite, non venga risparmiato per lasciare spazio a Bisoli. In quel caso sarebbe una scelta chiaramente più “da battaglia”, quindi meno tecnica. Davanti, invece, dovrebbero esserci le due punte Cerri e Shpendi. Questo, più o meno, è il quadro della situazione”.

Qui Frosinone
A poco più di 24 ore dalla gara restano diversi interrogativi nell’undici giallazzurro, tra possibili recuperi dall’infermeria e ballottaggi ancora aperti in vari reparti. Bracaglia proverà a stringere i denti per tornare a disposizione, mentre non prenderanno parte alla trasferta Cittadini, Monterisi e Barcella.
In difesa il principale dubbio riguarda la corsia destra, dove Anthony Oyono e Jeremy Oyono si contendono una maglia dal primo minuto. Al centro dovrebbero agire Calvani e Jacopo Gelli, con Corrado favorito su Marchizza per occupare la fascia sinistra.
La linea mediana sarà affidata alla coppia formata da Calò e Matteo Cichella. Sulla trequarti rimangono due ballottaggi: sulla fascia sinistra se la giocano Fiori e Kvernadze, mentre al centro Francesco Gelli e Koutsoupias sono in corsa per partire titolari. Più definita invece la situazione sulla destra, dove Ghedjemis sembra destinato a partire dall’inizio.
In attacco Raimondo appare in vantaggio nelle gerarchie, con Zilli e Vergani pronti a rappresentare le alternative.
Questo, dunque, il probabile undici giallazzurro: Frosinone (4-2-3-1) Palmisani; A. Oyono, Calvani, J. Gelli, Corrado; Calò, Cichella; Ghedjemis, F. Gelli, Kvernadze; Raimondo.
I precedenti
Nel corso della loro storia Cesena e Frosinone si sono affrontate tredici volte in campionato, sempre nel torneo cadetto. Il bilancio racconta di una perfetta parità: cinque vittorie per parte e tre pareggi complessivi.
Il Frosinone ha costruito gran parte dei propri successi davanti al pubblico di casa, dove ha ottenuto cinque vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Diverso invece il rendimento in Romagna, dove il Cesena ha spesso fatto valere il fattore campo, conquistando quattro successi e due pareggi.
Molto simile anche il numero totale di reti realizzate nelle sfide tra le due squadre: i giallazzurri hanno segnato 23 gol, mentre i romagnoli ne hanno messi a referto 24.
Ecco l’elenco completo delle partite disputate finora:
• Serie B 2006/2007: Cesena-Frosinone 2-1
• Serie B 2006/2007: Frosinone-Cesena 4-1
• Serie B 2007/2008: Cesena-Frosinone 3-0
• Serie B 2007/2008: Frosinone-Cesena 5-2
• Serie B 2009/2010: Cesena-Frosinone 4-0
• Serie B 2009/2010: Frosinone-Cesena 0-2
• Serie B 2016/2017: Frosinone-Cesena 2-1
• Serie B 2016/2017: Cesena-Frosinone 1-1
• Serie B 2017/2018: Frosinone-Cesena 3-3
• Serie B 2017/2018: Cesena-Frosinone 1-0
• Serie B 2024/2025: Frosinone-Cesena 3-2
• Serie B 2024/2025: Cesena-Frosinone 1-1
• Serie B 2025/2026: Frosinone-Cesena 3-1