Proseguono le indagini sull’incendio che ha colpito, quindici giorni fa, una sede aziendale in via Po, a Cassino. Nelle scorse ore è stato arrestato un uomo del posto, ritenuto dagli inquirenti coinvolto nell’episodio.
A suo carico, la Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Capo Carlo Fucci, ha formulato le accuse di estorsione e incendio doloso. Un quadro accusatorio che l’indagato, difeso dall’avvocato Emanuele Carbone, ha rigettato, sostenendo la propria innocenza. Ieri mattina l’interrogatorio di garanzia, poi il trasferimento ai domiciliari.
L’attività investigativa, coordinata tra il commissariato di Cassino e la Squadra Mobile di Frosinone, mira ora a consolidare le prove e a ricostruire con precisione quanto accaduto. Gli agenti del commissariato hanno lavorato senza sosta sin dalla notte tra il 21 e il 22 marzo per acquisire elementi utili alle indagini. Nei giorni scorsi è arrivata la svolta con l’identificazione dell’uomo.
La ricostruzione della Procura
In data 03 aprile, la Polizia di Stato ha proceduto al fermo di Polizia Giudiziaria nei confronti di un uomo di Cassino classe ’89 per l’incendio verificatosi nella Città Martire, la notte dello scorso in data 22.03.2026, ai danni di un’autovettura privata.
Le attività tempestivamente intraprese dagli operatori della Squadra Mobile di Frosinone unitamente agli operatori del Commissariato P.S. Cassino, coordinati dalla Procura della Repubblica di Cassino, hanno permesso da subito di risalire alla natura dolosa dell’evento e di individuare, attraverso una serrata attività di escussioni testimoniali e di analisi dei sistemi di videosorveglianza cittadini pubblici e privati, uno dei presunti autori del reato, essendo emersi a carico del medesimo gravi indizi di colpevolezza. L’indagato, rintracciato in breve tempo, veniva fermato dagli operatori e messo a disposizione della Procura della Repubblica di Cassino che condividendo il quando indiziario emerso a carico dello stesso formulava al Gip la richiesta di convalida e quella di misura cautelare personale nei confronti del fermato che veniva accolta con l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.
Proseguono incessantemente le attività della Procura e degli investigatori della Polizia di Stato volte all’individuazione del movente dell’atto criminoso e dei complici dell’arrestato.