Fiume Sacco avvelenato, il Comune di Castro dei Volsci passa all’azione: chiesta stazione fissa di monitoraggio

Scontro istituzionale dopo i nuovi episodi di schiuma a Ponte della Mola: “Basta denunce, servono strumenti per individuare chi inquina”

Non si ferma l’emergenza ambientale lungo il Fiume Sacco e, dopo gli ultimi episodi di schiuma registrati in località Ponte della Mola, il Comune di Castro dei Volsci decide di alzare il livello dello scontro istituzionale, passando a una fase operativa più incisiva. L’amministrazione ha infatti inviato una diffida formale agli enti competenti per chiedere l’installazione urgente di una stazione fissa di monitoraggio della qualità delle acque, segnando un cambio netto di strategia rispetto al passato.

Il sindaco Ambrosi e l’assessore all’Ambiente, l’avvocato Pietro Polidori, passano all’azione

Il quadro che emerge, secondo il Comune, è tutt’altro che episodico. I fenomeni continuano a ripetersi con caratteristiche ben precise, sia negli orari che nei giorni in cui si verificano, alimentando sospetti sempre più fondati su possibili scarichi abusivi – Spiegano il sindaco Leonardo Ambrosi e l’assessore all’Ambiente, avvocato Pietro Polidori che hanno firmato la diffida.

Da qui la richiesta precisa: dotare il territorio di strumenti in grado di monitorare in continuo il corso d’acqua, superando i limiti degli attuali controlli a campione che, di fatto, non consentono interventi tempestivi né l’individuazione dei responsabili.

L’atto formale, indirizzato ad Arpa Lazio e per conoscenza al Prefetto di Frosinone, al Presidente della Regione Lazio e al Presidente della Provincia, ripercorre una situazione ormai definita “non più tollerabile”. Nella diffida si sottolinea come il fenomeno degli addensamenti di schiuma si sia nuovamente verificato, confermando una dinamica reiterata. Viene inoltre evidenziata l’impossibilità di effettuare campionamenti efficaci nel momento di massima intensità, a causa della natura improvvisa degli episodi e della loro rapida diluizione.

Un elemento che rende, di fatto, inefficace ogni controllo non continuo e impedisce qualsiasi accertamento delle responsabilità. La ripetitività degli eventi e le modalità con cui si manifestano delineano, secondo l’amministrazione, un quadro chiaro e inequivocabile, compatibile con scarichi anomali e presumibilmente abusivi, verosimilmente riconducibili ad attività produttive più che a scarichi domestici.

Nel documento si ribadisce con forza come, in assenza di un sistema di monitoraggio continuo, tali condotte restino non tracciabili, determinando una situazione gravemente lesiva dell’ambiente e della salute pubblica, oltre che frustrante sotto il profilo dell’azione amministrativa e del rispetto della legalità.

Per questo il Comune indica nella stazione fissa l’unico strumento realmente efficace per rilevare in tempo reale le anomalie, acquisire dati oggettivi utilizzabili ai fini degli accertamenti, individuare i responsabili degli scarichi illeciti e interrompere condotte reiterate di violazione della normativa ambientale. Ogni altra modalità operativa, si legge, si è dimostrata insufficiente.

Da qui la diffida formale ad Arpa Lazio a procedere con la massima urgenza all’attivazione della centralina nel tratto del fiume ricadente nel territorio comunale. In caso contrario, l’ente è pronto a intraprendere ulteriori iniziative anche nelle sedi competenti.

Una presa di posizione che si inserisce in un contesto già fortemente compromesso, segnato da episodi recenti tra Castro dei Volsci, Falvaterra, Anagni, Sgurgola e Ceccano, dove segnalazioni di schiuma, sversamenti e morie di pesci continuano ad alimentare l’allarme ambientale. E mentre le indagini proseguono, il territorio chiede risposte concrete. Non più segnalazioni, non più attese: questa volta, il Comune vuole passare ai fatti.

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