Serie B – Soddisfatto ma lucido, senza voli pindarici. Massimiliano Alvini si presenta in sala stampa dopo la vittoria del Frosinone contro la Juve Stabia e mantiene la linea che ha accompagnato tutta la stagione: lavoro, equilibrio e attenzione.
“Buonasera a tutti. Dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto fino a oggi: lavorare e portare avanti questo percorso straordinario e positivo. Non serve fare nulla di diverso rispetto a quanto fatto finora”.
Il tecnico sottolinea come il percorso parta da lontano: “Sulla testa dei calciatori lavoriamo dal 15 luglio, da quando siamo partiti. Non si cresce solo in campo, ma anche fuori. E non cambierà niente”.
Sull’importanza del momento, però, Alvini non si lascia distrarre: “Non credo faremo cose diverse. Questa squadra è forte mentalmente e in campo. Abbiamo un’ultima partita in casa e per noi sarà una settimana di lavoro come le altre, è questo che conta”.
Poi un passaggio sull’ambiente di Castellammare: “Oggi abbiamo giocato una vera partita di calcio, in un ambiente fantastico. Anche la Juve Stabia è una squadra forte, che si è giocata la partita fino in fondo. Poteva finire anche in pareggio, ma il merito è dei ragazzi se abbiamo vinto”.
Spazio anche ai singoli, con parole di stima ma senza esagerazioni: “Ci sono giocatori eccellenti, che possono migliorare tanto e hanno un percorso importante davanti. Ma a noi interessa lavorare bene adesso, poi a fine stagione faremo tutte le valutazioni”.
Il focus resta chiaro: “Ora conta solo l’ultima partita. L’attenzione è tutta su quello che vogliamo fare. I meriti sono della squadra, perché venire qui e vincere non era semplice”.
Alvini torna poi sul concetto chiave: “Abbiamo sempre lavorato per ottenere il massimo, dal primo giorno. Il merito è dei calciatori, ma anche dello staff e della società. Noi non siamo arrivati a niente, c’è ancora da lavorare”.
Guardando alla prossima sfida, il tecnico lancia un messaggio ai tifosi: “Mi aspetto che chi ama il Frosinone venga a sostenere questa squadra. In 37 partite ha sempre dato tutto, con rispetto per la maglia e per il territorio”.
Infine, uno sguardo più ampio, senza perdere la propria identità: “È giusto che i tifosi sognino, sempre. Noi però dobbiamo pensare solo a lavorare. Io alleno da 25 anni e ho sempre sognato di vincere la Serie B, ma sono sempre lo stesso di quando allenavo nelle categorie più basse. Cerco di trasmettere passione, idee e identità. Poi si può riuscire o no, ma la strada è chiara”.
E chiosa finale, coerente con tutto il suo pensiero: “Testa bassa e lavoro. È l’unica cosa che conta”.