Prosegue davanti al Gup Fiammetta Palmieri e al Pm della Procura europea, Alberto Pioletti, l’iter giudiziario dell’inchiesta sulle presunte irregolarità legate ad appalti, incarichi e servizi finanziati anche attraverso fondi del Pnrr nel Comune di Ceccano. La prossima tappa per “The Good Lobby” è fissata per il 17 giugno, data nella quale dovranno essere formalizzati una serie di nuovi accordi di patteggiamento che coinvolgono alcuni degli indagati.
L’indagine, coordinata dalla Procura europea e portata avanti dalla Squadra Mobile allora guidata dal Dirigente Flavio Genovesi, lo ricordiamo, riguarda diversi interventi pubblici e affidamenti, tra cui lavori relativi al Castello dei Conti, alla scuola di Borgo Berardi, al centro storico, al centro minori Di Vittorio, progetti di rigenerazione urbana, incarichi professionali nel settore dei lavori pubblici e servizi destinati all’accoglienza dei richiedenti asilo.
Patteggiamenti per Caligiore e Anniballi
Nel corso dell’ultima udienza preliminare, presieduta ieri dal giudice Palmieri, alla presenza del pubblico ministero europeo Pioletti, è stato delineato il quadro delle scelte processuali degli imputati. Dopo i primi patteggiamenti già definiti nei mesi scorsi, altri sette indagati hanno manifestato la volontà di chiudere la propria posizione attraverso accordi con la Procura.
Tra questi figurano l’ex sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore, il ‘mediatore’ Stefano Anniballi, il commercialista Gennaro Tramontano, Franca Maria Turchetta e, per il cosiddetto filone napoletano dell’indagine, Antonio Annunziata, Massimo Del Carmine e Lucio Maione.
Prima di procedere alla ratifica degli accordi – ipotesi pena di tre anni e 100.000 euro ciascuno per Caligiore e Anniballi -, il giudice ha chiesto una dettagliata ripartizione delle somme versate o da versare, fino a un massimo di 100 mila euro, distinguendo la quota destinata al risarcimento del danno da quella riconducibile alla restituzione delle somme contestate nell’ambito dei reati ipotizzati. I patteggiamenti saranno definiti il prossimo 17 giugno.
Una parte degli indagati ha invece scelto il rito abbreviato. Tra loro figurano esponenti del mondo imprenditoriale e soggetti coinvolti nelle procedure oggetto d’indagine come Vincenzo D’Onofrio, Danilo e Massimo Rinaldi. Altri affronteranno il processo con rito ordinario. Tra questi ultimi rientrano l’architetto Matteo Capuani, il Rup Elena Papetti, l’ex responsabile dell’ufficio tecnico Frank Ruggiero e l’ex assessore Riccardo Del Brocco. Per quest’ultimo il Gup ha respinto una richiesta della difesa che puntava all’esclusione delle intercettazioni telefoniche dagli atti processuali.
L’udienza è poi proseguita con l’escussione dell’imprenditore Danilo Rinaldi, che ha scelto il rito abbreviato condizionato all’acquisizione di ulteriori elementi istruttori.
Ascoltata anche Sabina Bonifazi, già presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa Antea, chiamata a chiarire alcuni aspetti relativi alla gestione del servizio di accoglienza dei richiedenti asilo. La donna ha rivendicato la regolarità delle procedure di affidamento e dei successivi pagamenti.
Il Comune di Ceccano si è costituito parte civile nel procedimento. Secondo l’accusa, una parte rilevante delle contestazioni sarebbe supportata dalle intercettazioni e dagli altri elementi raccolti nel corso delle indagini svolte dalla polizia giudiziaria. Il prossimo 17 giugno potrebbe rappresentare uno snodo decisivo per definire numerose posizioni processuali e ridisegnare il quadro complessivo dell’inchiesta.