Consorzio di bonifica, ai comitati anti-bolletta ed ai sindaci non resta che rivolgersi a Mattarella

“Ieri è stato l’ottantesimo anniversario della nostra Repubblica: ho voluto festeggiare questo importante evento ripubblicando due lettere – ha spiegato Lucio Bove del Comitato consorziati in un post -. La prima lettera, inviata il 14 maggio 2025 ai vertici della Regione Lazio da nove Sindaci della provincia di Frosinone, avente per oggetto una interrogazione sulle delibere di uscita dal perimetro di contribuenza dei
consorzi di bonifica. Nessuna risposta. La seconda lettera, inviata il 16 settembre 2025 dagli stessi Sindaci, meno uno, all’allora Prefetto di Frosinone Dott. Ernesto Liguori, per chiedere un incontro sulle problematiche legate ai consorzi di bonifica. Nessuna risposta”.

“Le delibere ignorate sull’uscita dal perimetro di contribuenza”

Bove si pone interrogativi particolarmente importanti se messi in coincidenza significativa con la festa degli italiani ed anche con l’insediamento del nuovo commissario e del nuovo sub commissario al Consorzio di Bonifica Valle del Liri: “Perché queste lettere non hanno ricevuto risposta? A chi dovevano rivolgersi i Sindaci, che rappresentavano migliaia di cittadini, per ottenere una risposta? Visto che abbiamo celebrato gli ottant’anni della nostra Repubblica, è forse il caso di indirizzare una lettera aperta al suo massimo rappresentante, il Presidente Sergio Mattarella? Penso proprio di sì”, ha concluso Bove.

In effetti a far notizia è l’assenza di risposte della Regione Lazio e della prefettura di Frosinone, non solamente ai cittadini riuniti nei comitati contro i consorzi di bonifica ma anche nei confronti dei sindaci e delle comunità locali che dal perimetro di contribuenza chiedono di uscire con atti formali. Le delibere di Consiglio comunale dovrebbero contare qualcosa. No? Ma che democrazia è mai questa in cui un ente regionale ed un rappresentante del governo centrale preferiscono tacere di fronte ai cittadini e addirittura ai primi cittadini? Ma questo accade.

Nove sindaci ‘ghostati’ dalla Regione, otto dall’ufficio di Governo

Bove ed il Comitato Consorziati ricordano la richiesta di risposta scritta avanzata nel maggio 2025 al presidente del Consiglio regionale Aurigemma, all’assessore Rignini ed al presidente Rocca sulle delibere di uscita dal perimetro di contribuenza: a firmarla Luigi Germani Sindaco del Comune di Arce, Pietro Francesco Maria Volante Sindaco del Comune di Atina, Antonio Iannetta Sindaco del Comune di Belmonte Castello, Domenico Urbano, sindaco di Broccostella, Gabriella Protano Sindaco del Comune di Colfelice, Pierino Liberati Serafini Sindaco del Comune di Fontechiari, Donato Enrico Bellisario Sindaco del Comune di Pescosolido, Antonio Iaconelli Sindaco del Comune di San Biagio Saracinisco, Giovanni Di Meo Sindaco del Comune di Vallerotonda.

L’elenco dei sindaci perde il primo cittadino di Broccostella al secondo tentativo di ottenere un cenno di spiegazione che, stavolta, riguarda un sollecito di incontro inoltrato al prefetto di Frosinone di quel periodo Liguori “al fine di trovare una soluzione condivisa all’annoso problema che, da diversi anni, interessa alcuni comuni della provincia di Frosinone”.

Era il 16 settembre 2025: complimenti vivissimi ai rappresentanti del Governo centrale per l’attenzione e la sensibilità dimostrate da allora. Sulla Regione l’idea che centrodestra e centrosinistra, alla fine dei conti, reggano le stesse logiche di governo sui territori era diventata da tempo qualcosa di più del sospetto, ma uno sperava almeno nell’istituzione sopra-ordinata. Amen.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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